6 Maggio 2020

Recensione a cura di

Claudio Causio

 

È difficile trovare un adeguato punto di partenza per descrivere Dalla Provincia, disco d’esordio dei Laika Nello Spazio. Non è un album complesso o incomprensibile, sia chiaro. I ragazzi di Rho regalano una piccola perla all’incrocio fra due strade quasi parallele, intraprendendo un sentiero inizialmente già battuto, apportando però il loro personalissimo marchio di fabbrica. La difficoltà nel trovare una maniera adeguata a descriverlo risiede più che altro nella necessità di più ascolti per riuscire a farsi strada nella tela intricata che compone l’opera e raggiungerne il centro nevralgico. 

La mia personalissima esperienza con questo lavoro si è avviata con un primo ascolto che mi ha lasciato perplesso. Non avrei saputo spendere la minima parola per recensire Dalla Provincia: su cosa mi sarei dovuto soffermare, mi dicevo, su una sezione strumentale pressoché perfetta, ritmata, potente e coinvolgente, o piuttosto sulle linee vocali le cui melodie sono ridotte al minimo indispensabile, senza quasi musicalità, in barba anche alla metrica? 

La risposta che mi sono dato è stata quella di cercare di entrare nell’ottica con cui i Laika Nello Spazio hanno composto questo lavoro e con cui loro stessi lo ascolterebbero. Allora sono partito dalla copertina e quel che mi ha trasmesso è stato esattamente l’esperienza di quell’incrocio di cui sopra: nu metal e un punk a metà fra lo street e l’hardcore. Essa ritrae un ragazzo senza maglia dal volto distorto, mentre sullo sfondo si staglia uno scorcio grigio di (presumibilmente) Rho, nella provincia di Milano. 

Cercando di comprendere Dalla Provincia nell’ottica della sua deriva punk molti aspetti diventano più chiari, come per esempio l’assenza di melodie nella voce che per lo più è declinata fra il gridato e il parlato, mentre la metrica come già detto è ridotta al minimo. Quel che importa è il messaggio, diretto e immediato: una critica sociale e antropologica, che cerca di dipingere l’uomo egoista messo a nudo, lasciando comunque uno spiraglio di speranza. I dieci brani che compongono l’album, come anche la band sottolinea, narrano storie di uomini comuni. Allora che necessità ci sarebbe di virtuosismi vocali, ritocchi melodici? Ben venga anche il chiaro accento lombardo e, perché no, anche qualche difetto di pronuncia del cantante e leader dei Laika, Vittorio Capella. 

Congedo così il lato punk del disco. Che dire però delle ascendenze nu metal? Il sound pulito, preciso e ben prodotto e la particolarità di comporsi di due bassi, che si armonizzano alla perfezione fra canali distorti e puliti, fra assoli e ritmiche, e una batteria (lasciando quindi totalmente fuori campo la chitarra) restituiscono quel sapore à la Korn che completa quel personale marchio di fabbrica cui accennavo poco sopra. 

Così è più facile comprendere i dieci brani di Dalla Provincia anche per chi non è avvezzo al genere, il primo dei quali risulta anche essere uno dei migliori. Si tratta di Il Cielo Sopra Rho, chiaro riferimento (anche nel testo) al film di Wenders, il quale però aveva fatto scendere il suo angelo a Berlino. Sebbene, come si diceva prima, la linea vocale non presenti una melodia ben distinta, il ritornello risulta particolarmente orecchiabile tanto da rimanere impresso nell’ascoltatore, il quale viene trascinato dalla potenza della traccia d’apertura al secondo pezzo, La Scala di Grigi. Insomma, i Laika lanciano il loro disco con due dei migliori brani, scelti non a caso come colonne sonore di due videoclip, ma il meglio, a parer di chi scrive, deve ancora venire. 

Dopo una trascurabile Copenaghen, infatti, si giunge al brano che dà il nome alla band stessa, Laika Nello Spazio, una critica sociale che ha come protagonista la cagnolina Laika, la quale in piena guerra fredda fu lanciata nello spazio in qualità di primo essere vivente a riuscire in quest’impresa, nella celebre corsa alle tecnologie tra USA e URSS. Laika diventa simbolo di un mondo senza scrupoli, in un brano che splende paradossalmente di speranza nel potente e orecchiabile ritornello, dove i bassi e la voce si sposano alla perfezione e che non è difficile immaginare cantato sottopalco da un pubblico esultante, restituendo forse il miglior pezzo del disco. 

A questo punto il metronomo subisce un leggero rallentamento, mentre si è giunti al punto cruciale dell’opera. Segue infatti Spazi Bianchi, uno brano che veramente presenta una melodia vocale, che scandisce una mid-tempo davvero ben scritta e realizzata. Canzone godibile, piacevole e orecchiabile, che spezza con le precedenti e apre ai Laika un ventaglio di possibilità che però non vengono approfondite abbastanza, in quanto la band preferisce ritornare sui suoi passi, proseguire sulle linee guida già tracciate e lanciare la titletrack. Dalla Provincia è un brano che si assimila ai primi, anch’esso orecchiabile e cadenzato, ma nulla aggiunge a quanto già è stato fatto. 

Delle ultime quattro tracce si prendano in considerazione Sogno Immaginifico, in quanto non una vera e propria canzone ma solo un testo recitativo proferito sopra una base lenta e onirica, e Prestazioni Encomiabili, brano più lungo del disco e unica vera ballad, ottima per chiudere l’opera. 

Traendo le somme, posso ribadire che non è facile comprendere Dalla Provincia a livello musicale, ma lo è, per suo merito, a livello comunicativo. I Laika dipingono la vita dell’essere umano in quanto tale narrando storie di uomini comuni, nati e cresciuti nella provincia, per l’appunto. A questo proposito, mi preme di elogiare anche la scelta dell’ordine in cui disporre le tracce: il disco infatti porta subito l’ascoltatore non in un non-luogo, fuori dal mondo e dal tempo, ma verso una destinazione ben precisa e decisiva, ovvero i quartieri in cui i tre sono cresciuti, per permettergli di immergersi in quell’ambiente che li ha formati e in cui il disco è stato scritto. Altra scelta decisiva è stata porre i brani migliori in apertura e nel mezzo, di modo da lanciare il pubblico verso la fine, perché troppo spesso accade che non si arrivi al termine dell’ascolto. Il Cielo Sopra Rho apre con il botto, mentre Laika Nello Spazio e Spazi Bianchi tengono l’attenzione alta. 

In conclusione, perciò, Dalla Provincia è un ottimo lavoro, ben scritto e prodotto, ma soprattutto un perfetto biglietto da visita che lancia i tre ragazzi verso il futuro, consci di avere nelle loro corde la possibilità di esplorare quelle vie che era chiaro si fossero aperte già dal quinto brano. 

 

78/100