29 MAGGIO 2019

a cura di 

JONATHAN ROSSETTO

 

Il progetto “Los Talker” nasce nel 2018 da un’idea di Mattia Foresi(voce cardine) e Marco Vitali(chitarra, basso e voce) con l’intento di fondere un rap dai toni molto old-school a venature tendenti a nu-metal, soul, funk ed heavy. Questo ep di debutto mostra sin da subito le proprie carte, nel bene e nel male, proponendo una scaletta di cinque pezzi che quasi tutti funzionano. Ad aprire le danze è appunto il brano che porta il nome del progetto “Los Talker”, la quale presenta immediatamente una chicca niente male, dato che a “introdurre” rime e voce di Foresi vi è una riga di un certo PIetro Ubaldi(probabilmente uno dei doppiatori più famosi della scena milanese da decenni ormai). Data la mia personale ignoranza circa il rap ho potuto affrontare questo prodotto soprassedendo alcune cose che, nel caso fossi stato un regolare ascoltatore, normalmente avrebbero fatto storcere il naso. Andando oltre ad una base strumentale sì funzionale, ma che non va mai oltre una accettabile sufficienza, vi sono dei testi e tonalità che spesso cozzano tra loro; per essere più chiari era necessaria una maggiore amalgama tra la composizione strumentale(fatta eccezione per “Lande” e “Alla deriva”) e voce, dove un normale ascoltatore del genere hip-hop avrebbe fatto enormemente fatica ad assimilare il tutto. In poche parole questo ep va ascoltato quasi come un album prog-rock, data la velocità d’esecuzione di Foresi al microfono, le strumentali che faticano ad accompagnare appieno il cantato e i temi tendente verso la critica sociale che vanno assimilati parola per parola... per cui sì, ci vorranno parecchi ascolti. La prima traccia soffre di una eccessiva mancanza di senso logico nel testo in sé, cosa che la successiva track, “Piaga del decennio” riesce ampiamente a compiere. Questo secondo pezzo gode anche del supporto degli Ibridoma, band dove Marco Vitali si presta come strumentista; tale sodalizio non solo viene proposto in studio per questa specifica traccia, ma anche in sede live. Ad aggiungere pepe alla voce di Foresi vi è proprio Vitali che in una manciata di occasioni completa qualche riga. “Lande” è senza alcun dubbio la traccia migliore dell’ep, e se il voto finale va oltre un discreta sufficienza il 70% del merito va a questo piccolo gioiellino. Qua tutto funziona alla grande, dai toni epici, quasi danteschi, al testo di Foresi davvero di impatto. “Alla deriva” è forse il pezzo più convenzionale del prodotto, la parte più interessante, non me ne vogliano Foresi e Vitali, è la guest Francesca Bovini. La ragazza duetta con Mattia sino al finale, dove poi conquista la canzone portandola a compimento, proponendo un timbro davvero bello. Approfitto di una riga del pezzo(“sbaglio la dizione - colpa della mia regione”) per far notare il buon lavoro di pronuncia di tutte le voci che compongono l’album; 

soprassedendo un minimo di cadenza, sentire un accento sbagliato è molto raro e mi sento di complimentarmi con tutti perché non sempre viene svolto un buon lavoro, sotto questo aspetto, da chi incide in lingua nostrana. La conclusiva “Calinegro Thrash” è il capitolo peggiore dei cinque. Ok il messaggio sociale, ok la voglia di sperimentare, ma il ritornello in tinte growl è tra le cose più brutte che mi sia capitato di ascoltare, le linee strumentali, mai veramente guizzanti, qua proprio non aiutano. Insomma, tema del testo a parte, proprio non ci siamo. In conclusione “Los Talker” è un progetto che potrebbe alla lunga risultare interessante, con indubbi lati positivi e negativi, e che nel mercato italiano, per quanto risulti un prodotto di nicchia, sono convinto possa anche funzionare. Potrebbe meritare un ascolto. 

 

 

68\100