28 MARZO 2020

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Lost In Oblivion è un progetto metal nato nel 2016 da Alessandro Ponzi e Fabrizio Vetruccio con l'intento di realizzare qualcosa di molto personale. DEATHCON 2 viene scritto e arrangiato da Fabrizio Vetruccio come tributo musicale al fumetto "Watchmen". Infatti all'interno del digipack troviamo numerosi riferimenti al fumetto, grafiche interamente disegnate a mano da Fabrizio. La batteria, la produzione e il mix provengono invece da Alessandro Ponzi. Questo distingue la mente e il braccio all'interno del progetto. Alla voce si alternano entrambi, sia Fabrizio che Alessandro, in quello che si può definire un "mettiamoci alla prova". Non potevano mancare le collaborazioni al basso di Danilo Arisi e ai cori, di Roberto Diglio, per non parlare del Mastering di Simone Mularoni, ai Domination Studio di San Marino. Ottimo album di heavy metal moderno, con le tematiche basate sul fumetto di Alan Moore  ben presenti. L’album è breve e contiene solo sei tracce ma ben registrate, sei schegge di puro stile heavy metal. L’album si apre con “Failure Hero”: Ottima opening con un buon ritmo e i riff ben ragionati, che impastano bene il loro stile e trasmettono a chi ascolta una carica potente che riempie di energia e fanno calare nell’ immaginario fumettistico di “Watchmen”. L’ascoltatore rimane rapito dallo stile unico della band, e riesce a immergersi completamente nella loro musica. Sembra di essere tornati negli anni 80, con delle cavalcate che la band fa sue. Si continua con “Violated Purity”: canzone lenta e oscura, nella quale la band si destreggia bene in sonorità oscure, dopo un opening con una carica di energia al massimo. Questo brano risulta molto più oscuro, ma non snatura il buon lavoro fatto in precedenza anzi lo esalta. L’ascoltatore viene rapito ancor di più da questo alone pieno di oscurità e disperazione che la canzone vuole trasmettere. Terza traccia “Wild Lives”: buona canzone di intermezzo, nella quale il soundwrithing è ottimo. La band coinvolge maggiormente l’ascoltatore, e non ha paura di sperimentare cose nuove rispetto allo stile della traccia precedente. In questo brano si ritorna a un sound più energico e retrò, che coinvolge maggiormente chi ascolta con il loro sound personale e così  intriso di emozioni. Quarta traccia “I.Insomnia”: questo brano fa  parte di una canzone divisa in tre parti. Canzone tutta strumentale, lenta e coinvolgente che regala emozioni,  dove l’ascoltatore viene rapito subito dal suo ritmo. La band ha saputo trasmettere tutta l’inquietudine e la paura che il brano porta con sé. Seconda parte “II. I Am Your Nightmare”: brano aggressivo e pieno di rabbia, che viene trasmessa in ogni singola nota. L’ascoltatore non è mai distratto, ma sempre concentrato sul pezzo. La canzone è un ottimo incipit, per arrivare al finale dell’intero album che si chiude con la terza parte di questa suite “III. Become My Fear (IV. L'Oscurità Del Mero Esistere)”: Ottimo editing per un album prefetto, pieno di sfaccettature. Canzone potente e coinvolgente, nella quale chi ascolta è rapito del tutto dalla potenza del brano. La band è stata brava a non uscire dal mondo di “Watchmen” nemmeno per un istante. Ha trasportato l’ascoltatore in questo mondo, portandolo ad esplorarlo in ogni suo angolo buio. Ottimo album, sull’immaginario mondo di Alan Moore e del suo capolavoro. Le tematiche dell’opera sono tutte ben presenti; sia a chi ha letto o visto il film, sia a chi è a digiuno degli eventi descritti in quelle opere. La band in tracklist, è stata geniale a chiudere l’album con tre canzoni, che tutte insieme, formano una suite song spettacolare. L’intero lavoro vola via subito. È un peccato che scorra così velocemente, poichè finito l’ascolto viene voglia subito di riascoltarlo, per capire tutte le sfaccettature che la band ci propone. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere ed anche ai novizi 

 

90/100