14 FEBBRAIO 2020

Recensione a cura di Claudio Cerutti

 

I Madhouse sono una band lombarda, capitanata dalla ambiziosa e talentuosa singer Federica Tringali.

La band si è fatta le ossa proponendo cover, anche pop, di Bon Jovi, Lady Gaga, Nirvana ecc. In seguito è venuta l'esigenza ai membri della band di provare a cimentarsi su pezzi propri. È da qui che nascono i Madhouse.

I nostri propongono un hard rock moderno di chiara ispirazione a stelle e strisce, molto orecchiabile e radiofonico.

La struttura musicale dei brani dei Madhouse è molto semplice e diretta. L'album è composto da brani che difficilmente superano i tre minuti, in cui i refrain, melodici che entrano direttamente in testa, la fanno da padrone. Il tutto viene bilanciato con una buona alternanza tra potenza e melodia.

In primo piano c'è senz'altro la voce potente e pulita della singer Federica.

Il resto della band è composta da Filippo Anfossi e Daniele Maggi alle chitarre, Michele Canevari al basso e Ares Cabrini allla batteria. Band compatta e matura, dotata senz'altro di una buona tecnica.

L'album parte alla grande, con la piacevolissima “Ghosts”, canzone perfetta per l'apertura del disco, diretta e dal potenziale radiofonico. Da segnalare all'interno di Madhouse Hotel, “King without a Crown”, con il suo bel ritornello, le hard rock incisive e ben scritte “Walk this road” e “Got a big day tomorrow” (tra le migliori del disco).

Ottimi episodi anche “Headshot”, l'energica “You are a fake” e la conclusiva “Ready to fight” che chiude in bellezza l'album con la canzone più heavy del lotto, con un piacevole assolo del solista Daniele Maggi.

Particolare non da poco è la produzione dell'album potente e cristallina dove anche il bel suono del basso trova la giusta collocazione. Album prodotto sotto la direzione artistica DysFUNCTION Productions (Fear Factory, Logan Mader, Alteria ecc.…)

Da notare che nel recente passato alcuni brani dei Madhouse sono stati prodotti da Marco Barusso (Lacuna Coil, Thirty Seconds to Mars, Coldplay) uno dei tecnici itialiani più conosciuti e apprezzati.

Madhouse Hotel, è un buon album, privo di cali di tensione, a cui non manca praticamente nulla per entrare nel mainstream, e ottenere consensi anche all'estero. Impresa sempre titanica per le formazioni tricolore, pur se valide come i Madhouse.

75/100