28 SETTEMBRE 2019

Recensione a cura di

Enzo”Falc”Prenotto

 

Dopo circa sei anni dalla nascita, arriva l’album di debutto dei nostrani Mat Cable, un trio che dopo la pubblicazione di un paio di EP butta sul mercato il qui presente Everyone Just Going Through Something. La band arriva sicuramente da un lungo di periodo di prove e gavetta ma soprattutto si sente che c’è stato un duro lavoro in fase di composizione perché l’alternative rock dei ragazzi vuole essere diverso, fuori dai binari e bisogna dire che per la maggior parte ci riesce sciorinando una manciata di brani brevi ma dal forte impatto. Nelle canzoni si sentono parecchie influenze che vanno a rendere il sound di base decisamente più dinamico.

L’opener “The Rim” è anti commerciale alla base, un concentrato di Frank Zappa in salsa moderna con riff chitarristici sghembi, storti, strani accompagnati da una sezione ritmica morbida ma allo stesso tempo tecnica e giocosa. La voce non può essere da meno e risulta quasi aliena (ben controbilanciata dalle tastiere) accompagnata da dei cori bizzarri. La chitarra è spesso protagonista e si erge a monumento della sperimentazione e quando arrivano i giri sincopati di “June” esplodono le diavolerie come se Tom Morello abbracciasse la causa del rock’n’roll destrutturato alla maniera dei Pere Ubu in veste più adirata. “Hey Doc” continua la scia di distruzione con più fumo e distorsione tanto da richiamare certi spettri stoner (gli fa coppia la micidiale “Terror” con un riff macigno e tanta acidità sonico/vocale) ma poi qualcosa si ingrippa con episodi più zuccherosi e frizzanti come “Hair” e “You Like Me” che sono molto pop nel loro essere ma ci si sarebbe aspettati molto di più specie ai livelli a cui il trio ha abituato l’ascoltatore fino ad ora. Difatti “Heart of Stone” ci riesce amalgamando il garage rock (ibernandolo e portandolo ai tempi attuali) e l’alternative rock in maniera ottimale grazie anche ad una sezione ritmica precisa e tonante. Ciò che rimane è “Your Fire” con l’ennesima grattata alla sei corde che esplode nella sua furia mentre stringe la mano al basso. I ritornelli sono ben calibrati seppure non siano così esplosivi ma inseriti nel contesto del disco funzionano. La band per tutto l’arco del disco appare tecnicamente preparata e vogliosa di comporre qualcosa di speciale senza eccedere o puntare troppo alla melodia facile.

Un esordio promettente che se riuscirà a levigare alcune piccole ingenuità potrebbe regalare diverse sorprese. Dategli una possibilità perché la loro musica potrebbe essere apprezzata da chiunque siano essi cultori dei generi o semplici appassionati!

70/100