21 SETTEMBRE 2019

Recensione a cura di

Mauro “ Micio” Spadoni

Il Black Metal è un genere davvero ricco di sfumature. Nato dall'oltranzismo sonoro del Nord Europa e diffusosi a macchia d'olio in tutto il Globo non ha risparmiato (per fortuna) il Sud del nostro Bel Paese.

Il marcio ed untuoso marchio nero è oggi vivissimo nel nostro paese ed i NemeXist sono una giovane band della provincia di Bari armata di tutto punto per continuare nella diffusione del male oscuro in terra italica.

Eccoli così nascere dalla mente del Mister-mind Alberto Colapinto (Chitarra e Voce) qualche anno fa e presentarsi al grande pubblico con questo album dal titolo inequivocabilmente battagliero ovvero “Warmaster's Blood”. Unendosi a Raffaele Intranuovo (Chitarra) e  Mario Petruzzelli (Basso) i tre loschi figuri sfornano un'opera composta da otto canzoni che sanno, una dopo l'altra, colpire nel segno. Ma partiamo iniziando dalla prima traccia di questo “Warmaster's Blood” ovvero “The Risen” che inizia con un macabro pianoforte per poi sfociare in solidi riff di chitarra di scuola thrash-death su una batteria incisiva e ficcante. I suoni sono moderni ma “suonati”: niente di plasticoso dunque nonostante l'uso di drum-machine  per le parti di batteria. La voce di Alberto ha un chiaro punto di riferimento in quella di Shagrath dei primi Dimmu Borgir dimostrando la capacità di passare da uno scream black a parti più tipicamente gutturali tipiche del Death Metal di scuola norvegese.

L'inserimento delle tastiere e il non uso sfrenato del blastbeat denotanto subito il desiderio dei NemeXist di comporre un Black Metal studiato, senza troppo artificio e mai banale riuscendo a comporre ottime melodie che sul finale strizzano l'occhio all'Industrial Metal di stampo americano (Fear Factory). Un ottimo pezzo d'apertura che scorre via velocemente nonostante i suoi più di cinque minuti di durata. Si prosegue con la seconda traccia dal titolo “Fateless” con i suoi concentrici riff oscuri di scuola Death Metal. Anche qui tutti gli elementi tipici della struttura delle canzoni dei Nemexist tornano prepotentemente a farsi apprezzare creando una canzone che sa lasciare spazio alla melodia guidata da moderni Synth. L'assolo, anch'esso molto melodico, è azzeccatissimo  ed i rallentamenti e le accelerazioni conferiscono al brano una buona riascoltabilità futura. Sulla stessa falsariga si inserisce la canzone “The Awakening” che parte sparatissima in faccia all'ascoltatore per poi seguire col suo mood morboso dove lo scream viene sapientemente alternato al growl mentre si susseguono calibrate accelerazioni e  rallentamenti su cui si incastona il pregevole assolo centrale.  Segue “Silent Insurrection” coi suoi oscuri Synth spaziali che donano un'aurea vagamente Industrial a tutta la traccia  caratterizzata, nei suoi ben più di otto minuti, da continui rallentamenti, accelerazioni improvvise (mai estremizzate) parti oscure dove la fa da padrone il pianoforte e la chitarra clean e altre più tirate e violente. “The Path Among Shadows” è uno strumentale mirabilmente realizzato dove i nostri esplorano la loro capacità di creare musica che riesce ad essere sia oscura che triste e metallica in un unico pezzo. Si prosegue con “Subconcious Slavery” che non sposta di una virgola quanto proposto dai NemeXist finora inserendo solo alcuni elementi di scuola Industrial Metal prima che la parte teatrale, scandita dal pianoforte, prenda il sopravvento per poi scomparire sotto il muro delle chitarre e tornare a chiudere melodicamente il pezzo preparando il terreno per l'inizio di “Instinct of Rebellion” (la mia traccia preferita) che sa essere finalmente di quella violenza che cercavo in un album del genere. Questa song è costruita con inserti di Synth oscuri ed accelerazioni velocissime riuscendo inoltre ad essere moderna e coinvolgente come poche mantenendo alta la tensione anche nei momenti più riflessivi.

Con la battagliera “Warmaster's Blood”, che da il titolo al CD, si chiude quest'album dei NemeXist dandoci modo di ascoltare un pezzo dalla pregevole fattura, variegato, sinfonico in molti punti, oscuro e bellicoso.

Si conclude così il lavoro made in NemeXist, un lavoro interessante, ricco di melodia oscura, forte di un sound moderno dove si distinguono tutti i vari strumenti riuscendo ad apprezzarne i differenti lavori di tessitura della canzone. I NemeXist si vede subito che sanno scrivere degli ottimi pezzi, senza risultare però mai troppo estremi. Questo non è necessariamente un male ovviamente: si sente che i ragazzi hanno dalla loro un'ottima padronanza degli strumenti ed il loro amore viscerale per la musica classica, il metal e la musica pesante ed oscura trasuda da ogni nota del CD, ma da un gruppo che si definisce  Progressive Black Metal mi sarei aspettato qualche cosa di più, qualche sperimentazione in più: quell'osare oltre i confini della propria “zona di comfort” che avrebbe reso “Warmaster's Blood” un'opera più intrigante. I nostri comunque sono sulla strada giusta e se sapranno osare ancora di più guardando più in là del loro Symphonic Black Metal sentiremo ancora parlare di loro non solo in terra italica.

 

75/100