16 OTTOBRE 2019

Recensione e cura di

Elisa Gasparinetti

 

"Libero Arbitrio" è il terzo album della band milanese "Neodea" in attività da ben quindici anni. Il genere proposto dai quattro musicisti ( presentati in modo molto semplice rispettivamente : voce: "Lu", chitarra:"Chicco", Basso:"Igor" e  percussioni: "Francesco") è un rock con influenze grunge americane ma molto personale. Già dalle prime note, infatti, si riconosce uno stile molto sicuro,convinto e lontano dagli schemi moderni e commerciali utilizzati da moltissime altre nuove band. La prima traccia "Hoffman", si presenta con una buona dose di rabbia che spicca sia nei suoni che nel testo. Notevole la capacità dei quattro di amalgamare suoni che sembravano sepolti negli anni '90 e tipicamente di matrice americana, con testi molto convincenti e personali presentati interamente in italiano. La seconda traccia "A piedi nudi" non tradisce la scia di grinta trasmessa in tutto l'album che, con la successiva:"Polvere", sale ad un livello in crescendo che sembra non arrestarsi. Con "Menate" i ritmi rallentano leggermente per presentare una canzone dal sapore introspettivo e cupo. "Solitudini urbane" è una canzone più morbida e malinconica e apre la strada all'attesa "Libero Arbitrio", che dà il nome all'opera presentata. Un pezzo molto articolato e personale che non lascia certo dubbi sulla passione e la cura che la band ha utilizzato per donarci un album di tutto rispetto. Con "Gabbia" e "Ratti" si torna alla collera e trasgressione delle prime tracce. Chiude l'album "Houdini", un omaggio al noto illusionista presentato con la grinta e la passione ormai note dei Neodea in questa loro terza opera, e non possiamo che promuoverla a pieni voti. "Libero Arbitrio" è senza dubbio uno dei migliori album nostrani sfornati nell'ultimo anno che non necessita di ulteriori elogi.

 

90/100