20 Dicembre 2019

Recensione a cura di Alessia VikingAle

 

Nightglow - ""Rage O A Bleedin' Society

 

Facebook

 

I nostrani Nightglow nascono nel 1998 ed all’inizio il progetto spaziava dalle cover a propri brani. Il primo approccio alla band alla registrazione in studio si ha nel 2003 con il loro primo EP “From The Depths To The Bells” e consiste in cinque brani inediti dalla forte sperimentazione musicale. Il loro secondo lavoro è “Metanderthal: The Metal Age”, dal sound melodico ed etereo grazie anche all’aggiunta di un violinista nella lineup. Da qui la band ha una battuta di arresto, ripresa solo nel 2010 culminata poi nell’uscita dei full lenght “We Rise” nel 2013 e “Orpheus” nel 2014.
Dopo questi due dischi, i nostri si sono concentrati nell’attività live sia in Italia che all’estero suonando di spalla a Labyrinth, Lizzy borden, Gus G e molti altri. Il 2016 segna un’altra rivoluzione nella band, che diventa di quattro membri anziché cinque lasciando indietro una chitarra, mentre nel 2019 si torna in studio per preparare il loro terzo lavoro, “Rage Of A Bleedin' Society”, di cui parleremo oggi.
Il disco gode dell’artwork e del lavoro grafico di Costin Chioreanu, artista che ha collaborato con gruppi come At The Gates, Opeth ed Enslaved (solo per dirne alcuni) mentre con questo disco, la band è tornata sotto l’ala di Logic Il Logic Records.
Dopo la intro “Thy Flesh Consumed” parte carica “X”, canzone che ha il compito di accogliere l’ascoltatore nell’universo musicale dei Nightglow. Notiamo qui che lo stile della band è rimasto pressoché invariato rispetto ai loro precedenti full lenght, formato da un heavy metal sporcato da influenze extreme tra cui il thrash metal. La traccia si mostra semplice nella composizione, ma non per questo scontata o banale.
Buona la voce, capace di muoversi in linea con la musica, ed i cori.
“Circus of the Damned” tiene fede al titolo e mostra una composizione dal tono cupo ma scherzoso, come se appunto si stesse assistendo ad uno spettacolo circense horror.
“Fuck@looza” attinge la sua ispirazione dalla scuola metalcore, mostrando
un’attitudine aggressiva dai riffs tecnici e dai repentini cambiamenti, uniti ad una voce che non si risparmia nei passaggi urlati.
“On Your Own” ha un ritmo scanzonato a dispetto di un testo che ad un ascolto senza lyrics sembra essere un litigo tra fidanzati che porta alla rottura delal relazione. La canzone sembra quindi essere un inno all’essere liberi da relazioni.
In “Overlord” la batteria quasi sovrasta tutto il resto, cruciale com’è nella
composizione. La traccia non è male ma manca di mordente, paragonata alle altre canzoni sentite finora.
“Alive” ha delle influenze thrash metal sia nel drumming che in alcuni riffs. Come da scuola thrash, la canzone ha un piglio spedito ed aggressivo, non lascia respiro all’ascoltatore.
Con “Gone” si cambia di netto registro: il brano è infatti una ballad, la prima del disco. Senso di perdita e melodia struggente pervadono l’atmosfera per tutta la durata.
“Mofo Social Club” arriva nelle orecchie come un pugno, dopo la ballad. Il brano ha un buon ritmo, coinvolge l’ascoltatore nell’ascolto e si rende ricordabile nel cantato serrato ed i passaggi corali.
“The Last One” ha un’anima thrash metal, nascosta in piena vista nei riffs che contrastano con un cantato rappato nelle strofe e con doppia voce pulito/scream nel ritornello.
“Feed My Demon” è lenta e cadenzata, senza sfociare nel doom ma anzi
mantenendo un tono passivo-aggressivo ed un ritornello che graffia le orecchie dell’ascoltatore. nell’ultima parte di canzone abbiamo una escalation in violenza e velocità.
“Daenerys” è la bonus track, dedicata ad un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Una canzone roboante ed aggressiva come i suoi draghi, scandita da un drumming che non perde un colpo e dei potenti riffs a guidare la voce, sporca e graffiante.
“Erzsébet” chiude l’album. Ancora una canzone dedicata ad un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Per raccontare la sua storia si è scelto di adottare un mood oscuro e maligno che ben si sposa con la fama dell’assassina.
Con questo terzo lavoro, i Nightglow consolidano il loro stile proponendo al pubblico un disco di qualità che piacerà ai fan di vecchia data e agli amanti di un heavy metal dai toni moderni.
Per chi non li conoscesse, sono consigliatissimi a fan di gruppi come Five Finger Death Punch, Disturbed e Killswitch Engage.

 


VOTO: 70/100