17 AGOSTO 2020

Recensione a cura di

Edoardo Goi

 

Chi scrive si era già occupato dei perugini NULLA+ in occasione del precedente split in compagnia dei Nomura, intitolato “Impronte/Lacrime” e pubblicato nel 2018, mentre è la prima volta che mi trovo ad occuparmi degli OTHISMOS, band black/punk/sludge proveniente da Montepulciano con all'attivo già due full lenght, il debutto “L'Odio Necessario” del 2015 e “Separazione” del 2017. Le due band uniscono qui le forze per dare vita a uno split autoprodotto di quattro brani, due a testa , che ci permette di dare un'occhiata sul loro stato si salute attuale, nonché di aggiornarci sul loro percorso musicale che, sebbene caratterizzato da molti punti in comune dal punto di vista delle influenze e dell'attitudine, ci consegna due realtà dalla personalità molto definita e e dell'identità musicale decisamente matura. Fedeli al loro background fatto di intransigenza punk/hardcore e grezza ferocia black metal (nella sua accezione primigenia), i NULLA+ (che confermano la loro formazione composta dal membro fondatore Paolo Lombardi al basso, da Riccardo Mencarelli alla batteria, da Claudio Cilione alla voce e da Gabriele Ceccarelli alla chitarra) inaugurano questo split con la minacciosa LO SPECCHIO, brano capace di racchiudere in se un po' tutte le anime che compongono la tavolozza sonora del gruppo, grazie alla sua alternanza di ruvide asperità hardcore e brutali sfuriate di black metal dai chiari rimandi alla prima ondata del genere (con echi di Hellhammer e Celtic Frost a risuonare con chiarezza nella mente di chi ha dimestichezza con dette band e sonorità), nonché di stupire grazie a un azzeccatissimo break dai contorni stranianti e psichedelici capace di donare ulteriore stratificazione alla proposta dei nostri. Un brano pregno dell'attitudine antagonista e nichilista del progetto, da sempre basata (per stessa ammissione della band) su agnosticismo, secolarizzazione, pessimismo e regresso all'infinito, resa ancora più palese e diretta dall'utilizzo della lingua italiana, che si rivela un ottimo biglietto da visita tanto per l'attuale visione musicale della band quanto per l'intero split, grazie al suo impatto immediato e annichilente capace di precipitare da subito l'ascoltatore nel mood pessimista, cupo e intransigente che lo contraddistingue. Il secondo pezzo dei Nulla+, intitolato TEORICO MOMENTO, nonostante un inizio piuttosto avvolgente e pregno di umori post-hardcore, si rivela ben presto non meno impattante del precedente, grazie a sfuriate black/core dal peso specifico notevole. Ciononostante, è proprio la sensazione di gelido e rassegnato raccoglimento a prevalere, grazie al modo in cui la band riesce ad ammantare di insinuanti e penetranti sensazioni il brano, che si esaurisce in poco più di due minuti ma che si rivela capace di riservare momenti decisamente intensi. Esaurita la parte dello split riservata ai Nulla+, si passa a quella destinata agli OTHISMOS che, fin dai primi momenti del loro primo brano, intitolato VULNUS, si rivelano portatori di un sound più cupo e melmoso rispetto a quello dei compagni di avventura, carico com'è di sentori sludge e post. Il pezzo è opprimente e dissonante, e rivela le sue reminiscenze black solo grazie a sentori di fondo che possono rimandare ai Darkthrone più grezzi e paludosi, senza intaccare più di tanto la sensazione di trovarsi al cospetto di una band dal sound decisamente moderno e attuale, indicativamente al genere proposto. Pur essendo chi scrive più avvezzo all'approccio più old school e grezzo dei Nulla+, è fuori di dubbio che Othismos ci sappiano decisamente fare, forti come sono di una scrittura penetrante e di notevole profondità sensoriale.

La band, composta da Filippo”Caino” Masina alla voce e al basso, Luca Migliorucci e Tommaso Dringoli alle chitarre e Shmulik Froilich alla batteria, ci propone un altro spaccato della sua voce musicale con l'opprimente LA FINE DI TUTTO, brano in cui spiccano in modo senza dubbio più chiare le sue influenze black metal, saporitamente accoppiate a un istinto punk belligerante e incontenibile reso ancora più incisivo dalla voce al vetriolo di Filippo, capace di ritagliarsi altresì uno spazio decisamente importante nel sound grazie a un basso molto presente e in primo piano. Un pezzo decisamente accattivante e d'impatto, che chiude in modo splendido uno split molto gustoso, in cui spicca senza dubbio l'anima “necessaria” delle band coinvolte, ma capace di far coesistere importanza dei temi trattati e qualità musicale in un connubio assolutamente riuscito, per poco più di dodici minuti di assalto frontale e cazzotti umorali assolutamente godibilissimi. Consigliato a tutti gli ascoltatori votati all'estremo ma privi di eccessive barriere mentali. Split promosso senza riserve.

 

75/100