27 SETTEMBRE 2019

Recensione a cura di Francesco Yggdrasill Fallico

 

Debut EP per i lagunari Obscura Qalma, nati appena un anno fa, anche se alcuni di loro non sono sconosciuti alla scena underground, in quanto hanno militato in vari gruppi della scena death veneta.

Questo 4 tracce è stato rilasciato, in versione digitale, nell’aprile 2019 dall’attivissima etichetta ucraina Metal Scrap Records, gestita da Anatoliy Kondyuk, un personaggio molto abile nello scovare realtà interessanti del panorama metal mondiale, tra cui diverse bands tricolori.

Il quartetto veneziano ci propone un Blackened Death Metal che parte dalla matrice svedese, per poi arricchirsi di sonorità che hanno reso grandi realtà come Septicflesh e Behemoth, ma arrivando a toccare, per quanto mi riguarda, anche i territori di una band particolare quale L’Âme Immortelle, in particolare nella terza traccia “Roots Of Evil”.

שאול e ἄπειρον, le due anime del titolo di questo lavoro, così come la forte immagine già presente nel moniker, ci danno subito una chiara fotografia di ciò che la band rappresenta.

Una sorta di fragile, ma in continuo fermento, alchimia; quella che gioca con la staticità dello Sheol da una parte e la continua evoluzione dell’infinito movimento dell’Apeiron.

Morte e Vita che si intersecano, così come le due culture che ci hanno influenzati in questi secoli, da una parte quella ebraica, veterotestamentaria in questo caso, e dall’altra, quella greca, con la filosofia e la continua ricerca.

“Apokalepse”, il singolo scelto per promuovere questo EP, è granitico, devastante, con un basso che non concede tregua a chi ascolta, sin dalle prime battute.

Un brano molto ben strutturato che ci regala, sul finale, una parte in latino, con Lucifero, che, detentore delle Chiavi, è però stato scaraventato come folgore negli abissi profondi, ma che non smette di gridare le sue ragioni.

“Roots Of Evil”, come detto poc’anzi, mi riporta alla mente “Was Hält Mich Noch Hier” del combo austriaco, tra i primi ad effettuare una fusione ancora più netta tra EBM, darkwave e metal; essa risulta essere il brano più accessibile della band, ed è stato, infatti, il primo che ho messo in onda nei miei programmi radiofonici.

Ottime tracce anche le due che aprono e chiudono questo lavoro, rispettivamente “Misanthropic Perception” e “Haze Of Reason”, martellanti ed incisive, anche se non sparate a velocita supersoniche, che però denotano una padronanza degli strumenti non indifferente, con i musicisti capaci di alternare melodia e violenza sonora.

Un plauso infine va all’artwork realizzato da Néstor Ávalos Zarate, musicista e disegnatore messicano, autore di numerose copertine in ambito metal, con evidenti influenze di occultismo e mitologia.

 

Voto 95/100