27 GIUGNO 2020

Recensione a cura di

Edoardo Goi

 

Il moniker OSSARIO suona nuovo, sulla scena, ma per chiunque abbia un minimo di confidenza con il panorama black metal italiano, certamente i nomi d'arte dei suoi componenti suonano più che familiari. A comporre questo trio troviamo infatti Schizoid (chitarra, già noto per il suo operato in seno a Maluriu e Sintenza), Anamnesi (batteria, già con Anamnesi, Malauriu, Progenie Terrestre Pura e Dawn Of A Dark Age, fra gli altri) e Krost Von Barbarie (voce, già con gli Eraser), qui riuniti nel nome del black-thrash più grezzo e primordiale possibile. Echi dei primissimi Bathory, dei Sarcofago, dei Possessed, degli Aura Noir, nonché delle prime mosse di acts quali Immortal e Burzum, si rincorrono lungo i quindici minuti di questo marcissimo, omonimo, ep di debutto per la gioia di tutti gli amanti delle sonorità più grezze e mortifere. Il nichilismo sonoro della band si abbatte senza pietà sull'ascoltatore fin dall'iniziale WE'RE ALL BORN TO DIE, una dichiarazione di intenti che non ammette repliche. La chitarra di Schizoid vomita riff rugginosi e deliziosamente mordaci a profusione, accompagnata da una batteria impetuosa e pesantissima, meravigliosamente old-school nell'approccio al groove ma anche puntuale e curata nel suo incedere. La fusione fra morbosità black e ferocia thrash è pressochè perfetta, e fornisce un tappeto ideale a Krost per intessere le sue abrasive linee vocali interpretate con uno scream ruvido ma intelligibile. Ciò che colpisce positivamente, permettendo al brano (così come all'intero lavoro) di elevarsi al di sopra del mero tributo a sonorità entrate ormai nella leggenda del metal estremo mondiale, è la capacità dimostrata dalla band di saper dare vita a composizioni decisamente centrate e dinamiche, in cui il flusso sonoro sa andare ben oltre la semplice foga per concretizzarsi in brani dal senso compiuto, valorizzando così tutti gli ingredienti che ne compongono la proposta. A ulteriore riprova di quanto poc'anzi espresso, ecco giungere l'impetuosa MILLENNIAL FEARS, brano in cui la band alterna in modo gustosissimo sfuriate black/thrash al fulmicotone e mortiferi rallentamenti in odore di Hellhammer/primissimi Celtic Frost, lasciandoci così intravedere le proprie capacità di risultare oscuri e minacciosi anche quando i bpm calano draticamente, il tutto senza che il brano perda un'oncia di mordente o impatto. Con la successiva TORMENT SWEET TORMENT la band ci presenta invece il suo volto più vicino al black/thrash “moderno”, più vicino a acts quali Aura Noir o Destroyer 666, senza però mancare di avvolgere il tutto nel consueto alone “old school” che è tratto distintivo di questo progetto. Il riffing si fa leggermente più levigato e catchy, mentre l'atmosfera si fa (di poco) meno opprimente, riportandoci un po' alla sfrontatezza sgraziata dei Nocturnal Breed e dei Bewitched e permettendoci di vedere anche il lato più strafottente e “punk” degli Ossario, che riescono così nell'intento di presentare, pur in un lavoro dalla durata così limitata, un ottimo campionario del loro range stilistico. A concludere questo ep troviamo l'impattante RIGOR MORTIS BONER (NECROMANCE), brano feroce e scabrosamente macabro (fin dal titolo) che ci riporta al lato più grezzo e oltranzista della proposta degli Ossario, benché caustici stacchi thrash/punk riescano nell'intento di donare freschezza e appeal a un pezzo dal piglio malsano e, al contempo, graffiante, ottimo epitaffio su un ep tanto interessante quanto godibile, ottima opera prima di una band da tenere assolutamente d'occhio. Per ora, promossi senza indugio alcuno.

 

80/100