19 AGOSTO 2020

Recensione a cura di

Dmitriy Palamariuc

 

Scent of Darkness è un progetto Funeral Death/Doom nato da un'esigenza artistica del mastermind Ganluca Moreo (ex-Vereor Nox) nel 2018, a Brescia. Nonostante sia un progetto quasi “nuovo di stampa” nel 2020, dopo aver collaborato con il cantante e polistrumentista Lorenzo Telve (Canticum Diaboli), Scent Of Darkness hanno gia presentato il loro primo full-length, intitolato “Insanitude”, un concept album molto aitante ed atroce, ma allo stesso tempo dai tratti dolorosi, desolanti e malati, che parla delle esperienze psicologiche e sociali vissute prima persona dello stesso Gianluca, toccando temi lugubri come la depressione, la fragilità umana davanti alle sfide dolorose del destino, l’abbandono, la sfiducia, il delirio, la solitudine e la disperazione. Infatti il risultato finale, composto da quattro brani in puro stile Death/Doom Metal con tratti tumultuosi, desolati ed amari, lasciano gli ascoltatori completamente disorientati dopo l’ascolto del disco, divisi in 4 brani, ruvidi ed imbevuti di una sensazione di vuoto assoluto.Molto buona la produzione, con un’impronta tutta sua, che sa leggermente di “old-school”, così come peculiare ed molto originale il songwriting ed i testi, che fanno sprofondare il ascoltatore in un stato di disaggio ed amarezza, nonostante la velocità abbastanza inusuale per un genere così macabro e rigido.Molto potenti ed agressivi le chitarre, con riff massicci e martellanti, spesso accompagnati di linee melodiche altrettanto taglienti e ruvidi, di un basso molto profondo e presente e di una batteria molto cadenzata e variegata, che danno ancora più potenza ad ognuno dei 4 brani presenti sul disco. Molto belle anche le parti di chitarra acustica, che completano il tappeto sonoro del disco, dato le parti scarni di tastiere utilizzate soltanto come sottofondo. Un altro elemento vincente è la voce, con tante sfumature, che si rivela insieme alle chitarre una colonna portante di quest’album. La presenza di alcuni special guest non fanno altro che dare ulteriore qualità ed intensità a questo lavoro, specialmente le parti di cantato pulito che ricordano qualcosa alcuni dei brani recenti di Pantheist, che vari frammenti di parlato e di pianti maschili pieni di delirio ed pazzia, rendendo i pezzi ancora più dinamici e consistenti.

Nonostante sia soltanto il lavoro di debuto, quest concept album è un passo decissivo della discesa in campo di questo nuovo progetto chiamato Scent of Darkness. Siccuramente un disco da ascoltare e valutare in piena calma, per godersi fin in fondo ogni nota di quest’album promettente e brillante, con la label Masked Dead Records

 

87/100