17 AGOSTO 2019

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

I genovesi Stramonia si formano nel 2011, e dopo anni di live ed un omonimo EP, arrivano oggi a pubblicare il loro primo full lenght, “The WelcKomed”. Il nome Stramonia deriva dalla Datura Stramonium (o Stramonio comune), erba che veniva usata dalle streghe per ottenere visioni mistiche/demoniache durante i Sabba. Il nome si ispira anche dl cosiddetto “Processo delle Sonnambule”, caso di fine 1800 in cui strani decessi da avvelenamento da stramonio attirarono l’attenzione pubblica su alcuni salotti borghesi torinesi. Le indagini portarono alla scoperta della “Salamandra Rossa”, una setta i cui adepti ed esoteristi si prefiggevano l’obiettivo di verificare l’esistenza dell’inferno attraverso il dolore e l’uso dello stramonio.Viste queste premesse, è chiaro che la passione per esoterismo, magia, occultismo e dall’immaginario correlato non si ferma alla scelta del nome: anche sound e liriche della band sono ampiamente ispirate a queste tematiche, pur non dimenticando argomenti più moderni. Con “The 21st Dump” si apre il sipario sul disco. La traccia è un’ottima traccia di apertura che mostra fin da subito le potenzialità della band sia nella composizione che nell’esecuzione del brano: sostenuti ritmi hard rock, tastiere cristalline, voce limpida ma con passaggi di growl violento, cori lirici, chitarre distorte che lavorano a braccetto con la tastiera. Un inizio impeccabile. Si prosegue con “Under a Dark Sky”, di cui esiste anche un video ufficiale. Qui le sonorità sono puro hard rock, con le atmosfere gotiche che tornano solo più avanti nel brano, come mere sfumature. 

“The Black Phoenix” ha un sapore mistico come la creatura di cui porta il titolo. Qui i ritmi si fanno oscuri e più sostenuti, il confine tra realtà e magia più labile. Il ritornello sostenuto dalle tastiere è orecchiabile e ci guida fino alla trascinante ultima parte dove gli strumenti accelerano, la voce si sporca in un growl gutturale ed il lungo assolo di tastiera e chitarra ci fa sprofondare nella loro magia, fino all’ultimo ritornello. Una delle tracce più interessanti del disco.   Con “Butterflies in Flame” ritorniamo in lidi hard rock tinti di atmosfere inquietanti, come una vecchia casa che scricchiola.  In “Tell me Priest” l’aggressività metal ci colpisce come una tempesta improvvisa. Riffs graffianti e voci growl intervallate a passaggi più clean ci attaccano senza darci tregua fino alla fine del brano. Un appunto in questo brano sono gli effetti elettronici dati alla voce che la rendono fastidiosa. 

“Love like you live” è la calma dopo la tempesta. La traccia è una ballad dove vengono accantonati ritmi frenetici ed urla rabbiose. 

“For what is right” è una traccia dal sapore di un brano hard rock classico, che procede senza particolari inflessioni se non un interessante assolo nell’ultimo terzo di canzone. 

“The Disquieting”, breve traccia strumentale, la si può definire il prologo al finale. “N.W.O. (Show me your soul)” è una traccia che si dimostra con un’aura di “già sentito” ed impersonale soprattutto nel primo terzo di canzone. Dopo ciò si risolleva con gli assoli ben costruiti e con il lavoro di tastiera che da spessore alla composizione, integrandosi appieno anche con la voce growl, qui alla sua massima espressione. Il ritornello tuttavia non convince.  Arriviamo quindi all’ultima traccia, “Stramonia (The Lord)”, dove tornano più forti che mai le atmosfere cupe ed esoteriche. La canzone è una massiccia rappresentazione delle potenzialità e della personalità degli Stramonia, che qui sfoderano appieno le loro capacità, sia nella composizione capace di cambi di tempo repentini, feroci assoli, atmosfere azzeccate e voce che calibra bene pulito e growl. 

La canzone si interrompe bruscamente al sesto minuto, ma dopo 3 minuti di attesa ecco la ghost track, nient’altro che un lugubre brano di solo pianoforte. Un debutto buono cui ci si può aspettare ancora di meglio da una band capace di creare cupe atmosfere uniti a ritmi trascinanti che catturano durante l’ascolto in cassa e che, sono sicura, rendono ancora meglio in sede live. 

 

75/100