8 MAGGIO 2020

Recensione a cura di Daniele Blandino

 

I Terbiocide sono una band Thrash/Technical Thrash metal di Crema (CR). Il progetto si ispira a band molto più di nicchia nel genere rispetto ai classici Metallica e Slayer, ovvero a band come i Violator, Havok e Vektor. Il progetto nasce nel febbraio 2017 dall'idea del chitarrista Alessandro Lera, grande appassionato del genere, e del cantante Samuele Di Giglio, con la quale aveva già lavorato in passato. Dopo alcuni cambi di formazione, hanno raggiunto la formazione stabile composta da:

Alessandro (chitarra accompagnamento e cori), Samuele (voce solista), Marco Strada (basso e cori), Mirko Rosmarino (chitarra solista) e Silvio Attolini (batteria).

Dopo il debutto live, seguito poco dopo dall'uscita del loro primo demo "Rage On You", hanno condiviso il palco con molte band, tra cui gli Ulvedharr con cui hanno suonato al release party del loro primo lavoro ufficiale: l'EP "Mutantkind".

Le tematiche che la band propone nei loro testi sono: Denuncia, degrado della società, politica.

Lo stile dei Terbiocide è di un ottimo thrash tecnico. Le influenze del Techical thrash americano sono ben presenti, nonostante ciò i nostri sono riusciti a unire il sound classico del genere con la loro personalità per creare un sound unico, il cui punto di forza sono canzoni brevi e di impatto.

L’EP contiene 6 tracce per una durata di 27 minuti scarsi, l’artwork è molto bello ed è in linea con la proposta musicale del disco.

L’album si apre con “Iron Will”: Ottima opening, violenta veloce, la band trascina subito l’ascoltatore nel loro caos musicale composto da riff velocissimi.

Si continua con la title track “Mutantkind”: l’intro con un riff potente ed energico coinvolge l’ascoltatore trasportandolo nel mondo che la band ha disegnato. Il viaggio non è monotono grazie ai diversi passaggi e intermezzi per far tenere sempre alta la concentrazione. Il thrash è ben studiato ed eseguito tecnicamente bene senza cadere nel banale.

Terza traccia “Divine Hypocrisy”: e la canzone più lunga dell’album. La intro con cori gregoriani a cappella fanno dal preludio a dei riff di chitarra taglienti come rasoi e la violenza della parte ritmica compone un tappeto di note impressionanti. Il brano non risulta pensante, è ben scorrevole.

Quarta traccia “Isolation Disease”: “velocità” e la parola esatta per descrivere questo brano di thrash puro senza fronzoli. Le origini europee del gruppo in questo brano si sentono tutte, il tocco personale che ci aggiungono lo rendono uno dei migliori brani dell’album.

Quinta traccia “Inner Mosh”: intro lenta e coinvolgente, la violenza entra prepotente subito dopo. L’ascoltatore che si era fatto ingannare dalla intro viene catapultato di colpo dentro una violenza musicale perfettamente studiata e mai ridicola.

L’album si chiude con “Rage on You”: outro con un ritmo medio basso, il viaggio che la band ha proposto è giunto all’ultima tappa. La violenza c’è anche se in modo minore rispetto alle tracce precedenti. La canzone è molto coinvolgente ed è un ottimo finale di questo ep fatti di tecnicismi e di velocità.

"Mutantkind" è un ottimo album di thrash tecnico, di breve durata ma di piena intensità, mai banale. Le canzoni scorrono perfettamente e non annoiano, coinvolgendo l’ascoltatore emotivamente per l’intera durata. La registrazione è ottima, pulita all’inverosimile ma non risulta plasticosa, ma forse per il genere proposto dai Terbiocide sarebbe stata più adatta più sporca.

Lo consiglio a tutti gli amanti del genere a anche ai neofiti.

 

 

65/100