18 SETTEMBRE 2019

 

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

The Shiver è un progetto che nasce nel 2005, dall’incontro con Faith (voce) e Finch (batteria). I loro due full lenght, “A New Horizon” e “The Darkest Hour” hanno aperto loro la strada per calcare i palchi di tutta Europa di spalla a gruppi come Papa Roach, Misfits, Vanilla Sky, God Is an Astronaut, Dead Letter Circus, Tarja e molti altri ancora, ricevendo consensi sia dal pubblico che dai media.  Il disco che andiamo a recensire è il loro ultimo full lenght, Adeline. Uscito nel 2017, ora WormHoleDeath lo ripropone con l’aggiunta di una bonus track.  Il disco si apre con “Awaiting”, una buona traccia che mette subito le carte in tavola mostrando potenzialità e grinta della band, la cui colonna portante è rappresentata senza dubbio dalla voce di Faith, forte e chiara.  Con “Adeline” si raggiungono vette più alte, grazie ad una composizione incentrata su toni dark. Della canzone è stato realizzato un lyric video, scelta azzeccata, visto che al di là dell’omonimia con il nuovo lavoro, Adeline è un ottimo biglietto da visita per chi si approccia per la prima volta ai The Shiver. 

“Rejected” ha un’indole da falsa calma, come l’onda che si ritrae per poi infrangersi sul bagnasciuga. Il suo incedere lento va in contrasto con il ritornello, più energico e graffiante, ma è un contrasto piacevole, di quei particolari che rendono speciale una canzone.  “Wounds” ha un’anima rock tinta di nero, grazie ai riff presi dalla scuola dark. La canzone scorre leggera per la sua durata, in forte contrato con il finale dove il basso risuona cupo su dei riff ridondanti di chitarra ed un sussurro che accarezza le orecchie dell’ascoltatore. “How Deep is your heart, how dirt is your soul” porta con sé emozioni negative: malinconia, rabbia, delusione … tutte ben rappresentate nel cantato di Faith. La musica accompagna la sua voce con un profilo malinconico nelle strofe e incisivo nel ritornello. “Light Minutes” è una traccia arriva dritta al cuore, veloce e rock. I riffs di chitarra ricordano in maniera vaga la scuola metalcore. “High” è una traccia che ispira voglia di rialzarsi dopo una brutta caduta. Le tastiere che accompagnano la melodia esprimono questa sensazione, mentre la melodia degli altri strumenti si mantiene su note basse. “Pray” ha un animo all’apparenza malinconico ma che rivela poi una sfumatura ribelle. Questo dualismo si nota con la chitarra divisa tra lo snodare delicati arpeggi ora e graffianti riffs poi, oppure dalla voce ceh ora mormora, ora esplode in toni decisi. “Miron-Aku” colpisce l’orecchio dell’ascoltatore con i suoi artigli. Qui la voce sfocia in screams sostenuti da effetti elettronici e la musica si fa dura, metal, i riffs colpiscono duro l’orecchio dell’ascoltatore.In “Electronoose”, unica traccia strumentale, le componenti elettroniche supportano gli strumenti che si snodano in arpeggi dal tono cupo. Non c’è molto in più da dire sulla bonus track, “Light minutes” in versione live al Manchester Academy, se non lodare la pulizia del suono e la qualità della registrazione. Adeline è un lavoro che fa piacere ascoltare e riascoltare, anche a chi di solito non mastica rock; chi predilige generi più estremi troverà una piacevole oasi, chi non è avvezzo al rock qui può trovare un buon punto da dove iniziare a conoscere il genere. Il suono della band è valorizzato anche da una produzione ottima, dai suoni chiari e limpidi. Speriamo che la neonata collaborazione con la WormHoleDeath porti nuovi inediti per questa band dall’ottimo potenziale!

 

80/100