19 LUGLIO 2019

Recensione a cura di Elisa Gasparinetti

 

Vain Vipers è l'album di debutto degli ononimi Vain Vipers, band glam rock emiliana fondata nel 2013 da Scott (basso e cori) e Wild (chitarra e cori) e completata in formazione successivamente da Mick (voce solista) e Aaron (batteria). Sfornato freschissimo (marzo 2019) dalla prestigiosa etichetta Volcano records, questo LP, già dalle prime note, trasporta l'ascoltatore direttamente negli anni '80 senza neanche passare dai '90. Apre l'album "i hate you", e lo fa in modo esplosivo con un'intro quasi cerimoniale che sfocia in sei minuti di puro piacere. Da perfetta profana, notoriamente non amante del genere proposto, non ho potuto non apprezzare all'istante questa canzone che, per quanto non abbia nulla di particolarmente originale, scivola benissimo in tutta la sua perfezione tecnica e orecchiabilità. La seconda traccia "Bitch please (shut up)", è sicuramente riconducibile al periodo hair e ascoltandola ad occhi chiusi ho immediatamente l'immagine della sunset strip con tutti i suoi rockeggianti eccessi davanti a me, incredibile sono proprio lì, sono io? Non si scosta dall'argomento neanche la successiva "Kissy doll". Con la quarta traccia "Lost in your eyes", la band ci presenta il suo lato romantico e melodico. Parliamo infatti di una dolcissima e tipica ballad che, nonostante appunto la tipicità, non delude e profuma di nuovo (impresa per nulla facile di questi tempi nel genere glam rock). "Let's party" è una canzone leggera e ben ritmata. Ascoltandola ripetutamente penso che potrebbe accompagnare perfettamente una seria giovanile TV americana in stile anni '80, e non ha nulla da invidiare a tutto ciò che già si è consolidato in quella meravigliosa epoca. La sesta traccia "Reach me in the dark side", tra tutte, é sicuramente quella più metal. Riff e batteria veloci e canto spregiudicato, con tanto di ritornello a gran voce, fanno di questo brano il più cattivo dell'album. Con "80's Whore" si torna a ballare al "Whisky a go go" e si apprezza inoltre molto bene l'estensione vocale e le capacità del nostro frontman. Segue "Devil is Waiting" e mi rendo conto che i nostri non mollano mai fino all'ultimo, l'impegno e la qualità trasmessi in questi dieci brani sono sicuramente il frutto di una forte passione e dedizione alla musica e al genere stesso presentato e tutto questo è quasi palpabile ascoltando "Vain Vipers". Dopo il pezzo omaggio dal titolo "Rock'n'Roll", che scorre piuttosto bene, i nostri chiudono l'album con un'altra ballad dal titolo "Weeping". Quest'ultima canzone ha un sapore più malinconico e struggente e mette ben in risalto le qualità dei quattro ottimi musicisti in sette minuti abbondanti ma che non annoiano, dalla prima all'ultima nota e da un assolo davvero stupendo. Cosa dire, ringraziamo in coro i Vain Vipers per avere reso omaggio in modo perfetto ad uno dei generi che più di tutti ha solcato un'intera epoca e per averci dimostrato che, nonostante il tempo spazza via tutto, il rock non muore mai. Consigliatissimo agli amanti del genere e ai rockers più nostalgici che non resteranno assolutamente delusi da quest'opera. 


90/100