27 MAGGIO 2019

VEIL OF CONSPIRACY, ME, US AND THEM, revalve records, ivl, insane voices labitynth

Claudio Cerutti

 

VEIL OF CONSPIRACY - ME, US AND THEM

I Veil of Conspiracy sono una giovane band romana, nata nel 2016  e composta da Chris De Marco alla voce, Luca Gagnoni e Emanuela Marino alle chitarre, Andrea Manno al basso e Davide Fabrizio alla batteria.
“Me, us and them” è il loro debut album prodotto per la Revalve Records.
E che debutto!
Il sound della band è effettivamente una proposta abbastanza originale nell’ambito della scena metal underground tricolore.
In effetti, i nostri hanno dato vita ad uno stile abbastanza personale, che volge lo sguardo principalmente verso le fredde terre del nord, dalla Svezia in particolare.
I Veil of Conspiracy abbracciano idealmente i Katatonia pre e post “Discouraged ones” e gli Opeth, con strizzate d’occhio ai statunitensi Nevermore e al progressive metal più in generale. Ad arricchire la proposta dei nostri un certo gusto per soluzioni melodiche prog anni ‘70.
Dopo il breve intro “Before Madness”, l’album si apre con due ottimi pezzi “Mine Forever” e “How find the light”.
Due mid tempos ben strutturati e vari,ricchi di potenza e melodia, dove la band alterna volentieri molteplici soluzioni.
Ottimi riff carichi di malinconia che ricordano molto i Katatonia, arpeggi acustici, l’ottima alternanza tra lo scream e le clean vocals, l’ottima tecnica e gusto per la melodia evidenziata negli assoli.
“Seshen” si apre con un riff molto diretto ed efficace di chiara ispirazione thrash, con un sottofondo di tastiere usate in modo sapiente, che arricchiscono il suono senza appesantirlo. Il pezzo quasi interamente cantato in pulito su un roccioso riff, ricorda molto le soluzioni care ai Nevermore, per uno dei pezzi più diretti del disco.
L'album prosegue all’insegna dell’oscurità con la successiva “Skinless”, che si apre con un gelido arpeggio per poi muoversi su coordinate più pesanti con una successione di riff davvero ottimi, in cui il cantante della band Chris de Marco, si esibisce in uno scream efficace e carico di pathos. Molto interessante anche la lenta “Split Mind” carica di tristezza e disperazione per un brano che alterna ottimamente partiture melodiche e aggressive, che insieme alla successiva “Fragments” sono da considerarsi tra gli highlights del disco.
“Me , us and them” procede alla grande con “Blasphemous Offering” che attacca con un micidiale doppio pedale di batteria e una serie di ottimi riff di chitarra molto diretti, per un pezzo che sia a livello di durata e soluzioni adottate è da considerarsi tra i più estremi del disco.
L’oscura “Collapse”è da considerarsi una delle gemme dell’album in quanto la fusione di melodia e aggressività (vero trademark della band) risulta davvero ottimale. Un brano che trasporta l’ascoltatore in un sentiero tortuoso, lastricato di malinconia e disperazione, attraverso gli oscuri meandri della sofferente mente umana.
E questo è il filo conduttore delle tematiche affrontate dalla band, cioè la fragilità della condizione umana, perennemente in bilico tra depressione, schizofrenia, disperazione e dolore.
L’album si chiude alla grande con “Son of Shame” in cui viene a galla l’influenza degli Opeth, grazie ad un piacevole arpeggio di chitarra acustica dal sapore folk, e dalla oscura e melodica “Dorian”.
Con “Me, us and them” i Veil of Conspiracy, realizzano un ottimo debut album, davvero interessante, che mostra una band molto matura, sicura dei propri mezzi, dotata di un'ottima tecnica di base e gusto nel songwriting, arricchito dalle molteplici influenze.
I Veil of Conspiracy si affacciano nel panorama metal nostrano, come una delle migliori realtà, in grado di aprire uno squarcio di Svezia nella città eterna.

 

 

Voto 90/100