3 GENNAIO 2020

Recensione a cura di Alessia VikingAle 

 

I Wheel of Fire non è un nome nuovo nel panorama metal sia italiano che estero: i loro dischi “Hollywood Rocks” e “Up For Anything” hanno ricevuto pareri positive dalla critica di tutto il mondo. oggi, a sette anni di sitanza da quest’ultimo, sono pronti a tornare con un nuovo album “Begin Again”, di cui parleremo quest’oggi. Il disco ha richiesto, appunto, sette anni di duro lavoro in cui la band non ha mai smesso di provare, scrivere nuove canzoni e suonare live, lasciandosi ispirare. “Begin Again” rappresenta un nuovo inizio nella loro carriera, sviluppata rimanendo fedele al loro caratteristico sound melodic rock. Il disco, uscito il sette giugno per Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group ed è stato ufficialmente presentato l’otto giugno di quest’anno nell’ambito del “Rock Temple Festival” a Rovellasca (CO).  

Tra i guest del disco troviamo Pierpaolo "Zorro" Monti (Raintimes, Shining Line, Charming Grace) and Gianluca Firmo (Room Experience, Firmo) e promette di essere un perfetto mix tra le scatenate melodie di "Hollywood Rocks" e il gran lavoro di chitarra in "Up For Anything", il tutto mixato alla perfezione da Roberto Priori (Danger Zone, Raintimes, I.F.O.R., Alchemy).

“Scratch That Bitch” ci introduce al disco con un piacevole ritmo hard rock. la canzone passa senza particolari variazioni se non il ritornello corale, ma è una buona canzone, che rimane facilmente in testa.

“Lift me Up” basa la composizione negli energici riffs di chitarra e nella potenza dei cori. Una traccia che trasmette buonumore e grinta, usata come sveglia al mattino migliora anche il peggiore dei lunedì.

“Tonight Belongs to You” ha un mood malinconico, di quella malinconia positiva data dall’evocare bei ricordi. Ed è questo l’effetto che da, mentre scorrono le note.

“Done for the Day” è adrenalinica come una corsa in moto. Regala una sensazione di libertà conquistata e anche di fuga dalle responsabilità della vita quotidiana.

“For You” inizia lentamente, prendendosi il suo tempo, mentre piano e voce costruiscono la base. Presto arrivano anche gli strumenti elettrici ad arricchire il brano trasformandola in una splendida ballad romantica.

“Keep me Close” porta con sé la frustrazione di una situazione spiacevole ma anche la forza della rivalsa e la conquista di una tranquillità, forte di un ritornello facile da ascoltare, difficile da dimenticare.

“Heart of Stone” riprende in parte il mood e lo schema compositivo tranquillo di Scratch That Bitch, che prosegue senza particolari variazioni fatta eccezione per l’assolo di chitarra e il crescendo vocale che porta al ritornello. 

“You’ll Never Be Lonely Again” introduce la tastiera ad inspessire la composizione. Anche qui il ritmo prosegue senza inflessioni, ma a differenza della canzone precedente qui il mood è romantico e contiene una poco velata promessa di prendersi cura di qualcuno.

In “Another Step in the Dark” le tastiere si impongono nella musica dando alla canzona un mood potente e drammatico.

“Call My Name” è la seconda ballad del disco, concentrata su un mood drammatico al contrario della precedente che puntava sul romanticismo.

“Can’t Stand It” prosegue con il mood della precedente canzone con un tocco di rock in più.

“Wheels of Fire” è la bonus track della versione europea di “Begin Again”. Una buona canzone di chiusura, anche se sottotono rispetto ad altre canzoni presenti nell’album.

Senza particolari artifizi, i Wheel of Fire tornano sulle scene con un disco di hard rock melodico nudo e crudo. Il disco ha la sua forza nella semplicità delle canzoni, facili da ricordare ed amare.

Consigliatissimo agli amanti di rock ed hard rock ma anche a chiunque cerchi un disco di qualità per passare dei piacevoli momenti di ascolto musicale, non ve ne pentirete!

 

85/100