4 SETTEMBRE 2021

Recensione a cura di

Claudio Cerutti 

 

Gli Aeternitas sono una band tedesca attiva già dal 1999. Noti già da una discreta fetta di audience metal, in particolare dai seguaci del symphonic/power metal. La band è anche piuttosto prolifica, ed è arrivata con “Haunted Minds” del 2020, al sesto lavoro.

Gli Aeternitas sono stati fondati dai fratelli Alex (voce e chitarra) e Anja Hunzinger (tastiere) con alla voce la giunonica cantante Julia Marou alla chitarra  Daniel T. Lentz , Rick Corbett al basso e Frank Mölk alla batteria.

Gli Aeternitas , puntano molto sulle loro performance dal vivo creando uno spettacolo teatrale. Testimonianza di questo è l’uscita del DVD live “Rappacinis Tochter - Live DVD” del 2009.

Non trascurabile è ovviamente aver diviso, in sede live, il palco con mostri sacri come Scorpions, Lordi e i nipponici power metaller Jupiter!

La band partendo da un symphonic metal tinteggiato di gothic (sull’onda del successo di gruppi come i Nightwish), ha inglobato successivamente  elementi piu neoclassici, un pizzico di elettronica, e soluzioni ancora più orecchiabili.

Veniamo al nuovo “Haunted minds” in cui la band, a causa della super produzione e la pomposità degli arrangiamenti orchestrali, si può definire “Bombastic Metal” per gli amanti delle etichette.

L’album scorre via bene, anche troppo viene da dire, nel senso che passa e solo in poche occasioni lascia il segno. 

Nulla da eccepire sulla preparazione tecnica della band, sul songwriting, sulla ricerca melodica e sulla produzione. Anche se quest'ultima risulta fin troppo pulita e cristallina, in cui manca il tocco ruvido e onesto tipicamente metal.

Tallone d’Achille dell’album  è senz’altro una proposta musicale in cui si ricalcano i tipici dettami del genere (l’alternanza geometrica delle voci femminile/maschile per esempio) e si fa fatica a sentire il tocco personale della band.

Dalla media del disco si ergono senz’altro l’epica e dal ritornello accattivante “Fountain of Youth”, l’ altrettanto valida “Castle in the Air” e forse la più personale del lotto l’ottima “Another Day”.

In estrema sintesi, “Haunted Minds” non è per nulla un pessimo disco, ma c’è da dire che  probabilmente verrà apprezzato solo dai die hard fans del genere, e difficilmente riuscirà a lasciare un segno o apportare qualche novità nel filone symphonic metal.

“Haunted Minds” è un discreto lavoro, ma a giudizio di chi scrive era lecito attendersi qualcosa di più da una band con le credenziali e le possibilità degli Aeternitas. 

 

 68/100