9 AGOSTO 2019

Recensione a cura di Alessia VikingAle

 

I finlandesi Alase sono una band metal/rock atmosferica. La loro musica si ispira a vari generi anche fuori dal metal, ma ha come priorità la creazione di melodie ed atmosfere. Musicalmente rimandano a gruppi come Katatonia, Swallow The Sun, A Perfect Circle, The Ocean e Pain Of Salvation, per citarne alcuni. La peculiarità degli Alase è quella di non avere un cantate fisso ma di averne diversi su diverse canzoni. 
I loro testi sono stati sempre in finlandese, ma nel loro disco di debutto Vastaus vi è anche una traccia in inglese.

Vastaus è il primo full lenght della band, che finora ha pubblicato solo canzoni single sul loro profilo Bandcamp.

Il disco si apre con l’omonima “Vastaus”, traccia che dopo una breve introduzione ingrana in tutto il suo potenziale. Melodie ritmate ma non troppo veloci, ritmo che si velocizza nota dopo nota, fino all’esplosivo finale.

“Näkyvä” ci proietta in una melodia a metà tra il metal ed il post rock, mixando la dolcezza del post rock a distorti riffs metal. La voce si armonizza con il contesto, sia nelle melodiose armonie sia nelle parti più aggressive dove sfoggia un piglio graffiante.

“Binary Stars” è la prima traccia in assoluto che gli Alase cantano in inglese. Qui il ritmo è rallentato e ci si concentra su un’atmosfera rilassata. Ben lungi dall’essere una ballad, la canzone vira verso metà canzone verso una composizione più tecnica, per poi concludersi con un lungo e malinconico assolo di chitarra ed un ultimo ritornello.

“Osa Minua” punta la composizione su arpeggi di chitarra a fare da tappeto compositivo creando un’atmosfera sognante e da una voce che accompagna la chitarra, sia nelle parti melodiche sia nei ritornelli, sfoggiando anche un possente growl quando necessario.

 “Vaienneet” segna la metà del disco ed anche un momento di pausa. La traccia infatti è strumentale, quasi solo chitarra e una base di batteria elettronica che ondeggiano come le onde del mare. Siamo pronti a goderci il resto del disco, ora.

“Vapaaksi merkitty” è rabbiosa ed aggressiva, figlia del metal più duro. Inizia con un’esplosione di riffs e batteria con un growl graffiante, sembra poi calare in un attimo di calma, ma è solo apparenza: il ritornello è lì, pronto a riesplodere nelle orecchie dell’ascoltatore. Una parentesi rabbiosa come il mare in tempesta.

“Riisuttu” ci fa tornare nelle sognanti atmosfere dei precedenti brani, abbandonando la rabbia e l’aggressività della traccia precedente. Il ritmo lento e le atmosfere melodiche sembrano calmare le emozioni negative scaturite dal precedente brano, come quando, dopo la tempesta, rimane solo l’odore di pioggia a calmare l’animo. Questo fino a due terzi della canzone, dopo il quale il ritmo esplode in un ritmo sostenuto, urla graffianti e riffs più energici.

“Haukka” ha un inizio lento e dolce, accompagnati da dei rumori d’atmosfera. Pian piano però la musica incalza, si fa più dura, i riffs più distorti, la batteria incalza fino a culminare in una violenta scarica di doppia cassa. Il ritmo poi scende ancora, per poi riaccelerare, come un’eterna marea che viene e va.

In conclusione, “Vastaus” è un esordio ben riuscito che conferma il valore di una band che fin dalle prime sporadiche pubblicazioni sapeva il fatto loro. Gli appassionati di post rock e/o metal atmosferico rimarranno pienamente soddisfatti da questa uscita, trovandoci tutto quello che serve: atmosfere sognanti, composizioni studiate e ben riuscite, passione per il genere.
Un viaggio da cui non si vorrà fare ritorno.

 

80/100