23 MAGGIO 2020

Recensione a cura di

Claudio Cerutti 

 

Una dichiarazione di fedeltà, ecco come si può considerare il disco degli Ancestral Kvltv. “Nomen Omen” è un distillato di puro black metal senza fronzoli, senza nessuna concessione a melodie e ogni altra influenza che non derivi dalla frangia più primordiale e oltranzista del metallo nero. Il progetto nasce nel 2013 a Palermo da un’idea di V.G. e prende forma come one man band tipica all’interno del panorama black.“Nomen Omen”è un concept album basato sulla figura di Raniero Alliata, un teosofista ed entomologo palermitano, noto in passato come il “mago nero” dato il suo interesse per l’occultismo, fenomeni paranormali e spiritismo. L’idea del mastermind del progetto Ancestral Kvltv, è mantenere viva la memoria su questo personaggio decisamente fuori le righe, e poco conosciuto in letteratura. L'album è stato prodotto dalla piccola e agguerrita label canadese Niflhel Records. L’opener “The Scroll of the Truth” parte a mille con un furioso up tempo tipico black, in cui il singer si cimenta in un buon scream. Degno di nota il riff trainante del brano. “Hyperborea” è un pezzo di black thrash, molto old school, influenzato pesantemente dalle formazioni estreme anni ottanta, dell’ondata proto-black, Celtic Frost su tutti. In cui fanno presenza anche i tipici “Uh” del mitico Tom Warrior La traccia “The Birth of the Earth-Born”, una delle migliori del disco, si apre alla grande con un maestoso riffing che trasuda Norvegia da ogni poro, supportato da un furioso blast beat. Verso la  parte finale del brano i ritmi si fanno più lenti e soffocanti, dove emerge il basso, con il tipico walking bass. Ottimo brano L’album prosegue con la furiosa black thrash “Munera Manibus”, senz’altro il pezzo più violento del disco. Con “The Temple of my Mind”, Gli Ancestral Kvltv, toccano il secondo apice del disco con un brano più cadenzato ed evocativo, ispirato chiaramente dai Bathory seconda era. 

Con “Into the Woods Without End” si chiude l’album con un rasoiata assassina di puro black.“Nomen Omen” non è un album che colpisce per la sua originalità, ne spingerà il black metal verso nuove frontiere di sperimentazione. Ma questo è ne più ne meno di quello che  V.G. ha voluto creare. Un album che vive nel passato, intriso di violenza sonora e intransigenza, che ha reso celebre il black metal. L’album è certamente rivolto ad un pubblico di nicchia , che potrà apprezzare la coerenza la dedizione e la passione con cui “Nomen Omen” è stato composto e suonato.

 

69/100