10 GENNAIO 2020

Recensione a cura di Edoardo Goi

 

Chi segue la scena black da un po' di tempo converrà, penso, con me nell'affermare che pochi sottogeneri come il depressive/atmospheric black metal hanno avuto una così vasta e capillare diffusione fra quelli appartenenti al culto della Nera Fiamma.
Spesso concretizzati in one-man band, questi progetti sono spuntati a qualunque latitudine, in questi ultimi anni: dalle gelide lande scandinave fino alle meno rigide lande italiche, sono poche le aree geografiche che non hanno contribuito alla crescita della scena con qualche band.
Poteva mancare la piovosa e storicamente gotica terra d'Albione? Senza dubbio no.
Ecco quindi arrivare fresco fresco sulla nostra casella di posta elettronica (lo so, scrivere “scrivania” avrebbe dato un tocco più romantico al tutto, ma tant'è) questo progetto a nome AND NOW THE OWLS ARE SMILING, one-man band espressione artista di Nre, intestatario unico del songwriting, della performance musicale e delle voci, giunta con questo THE CONFORTING GRIP OF MISERY (pubblicato dall'etichetta Clobber Records) al loro secondo full-lenght dopo il debutto “Desolation” del 2018.
Devo ammettere di non essere mai stato un fan particolarmente accanito di questo sottogenere, specialmente nelle sue forme più vicine al depressive tout-court, spesso caratterizzate da vocals strazianti e incursioni in territori dark wave, neo-folk e ambient dai connotati finali sicuramente estremi, ma anche decisamente “lagnosi”, ma, per fortuna, in questo caso ci troviamo di fronte a un progetto dall'approccio saldamente ancorato alla tradizione black metal, con l'elemento depressive/atmospheric raggiunto attraverso un uso molto oculato di tempi medio bassi, atmosfere avvolgenti e malinconiche e un buon uso delle voci pulite, in alternanza allo scream tipicamente black, per un risultato decisamente solido e convincente che potrà incontrare i gusti di quegli ascoltatori meno avvezzi, come chi scrive, alle connotazioni più “estreme” del genere.
Esempio lampante di queste considerazioni è la opening track, intitolata OUR FOREST CALLS ME HOME e contraddistinta da un approccio decisamente avvolgente che mescola la tradizione del black atmosferico e quella del doom più maestoso e dilatato, grazie a uno scream gelido e ferale accompagnato da un riffing pregno di sentori malinconici che agiscono in simbiosi con cori puliti estremamente curati ed evocativi, col rumore della pioggia a fare da trait d'union atmosferico per l'intero brano.
Un primo brano estremamente suadente, a tratti ipnotico, che lascia ben sperare per il prosieguo dell'album tutto, che si concretizza con la seconda traccia, intitolata AN INDICTMENT e inaugurata da un delicato arpeggio pulito su cui sale sempre più preponderante un riffing gelido, preludio a un'esplosione black piuttosto incalzante, anche se non ci si sente di definirla “feroce”, dai connotati comunque molto atmosferici e che rimanda in modo abbastanza palese a una delle influenze che il mastermind stesso cita per la sua creatura, cioè i celebri ucraini Drudkh, in virtù di parti di chitarra dagli spiccati connotati atmosferici, per quanto scarne e gelide, e una “monotonia” ritmica e timbrica capace di creare un effetto di sospensione totalizzante molto appagante ed empatico nell'ascoltatore.
Ottimo il modo in cui Nre gestisce i crescendo atmosferici del pezzo, con melodie molto curate ed efficaci e un nuovamente ottimo utilizzo di parti corali pulite.
Se questo brano aveva messo in mostra l'anima più black del progetto, la successiva titltle track THE COMFORTING GRIP OF MISERY ne mette in mostra quello più malinconico, benché anche qui la band non si discosti molto dal proprio canovaccio base costituito da un black atmosferico penetrante e mai eccessivamente spinto.
A spiccare qui sono lo splendido inizio, costruito su un efficace quanto melodico fraseggio di chitarra adagiato su un tappeto di chitarra pulita tanto essenziale quanto efficace, e le ottime aperture melodiche chiamate di volta in volta a spezzare o a implementare la portata emotiva di un brano dai connotati altrimenti molto classici, per un risultato finale senza dubbio molto coinvolgente e incisivo.
Da sottolineare la presenza dell'ospite Steve Blackwood degli Old Corpse Road, autore qui di un guitar solo davvero splendido.
Si passa quindi a WINTER' ELEGY, esteso inframezzo caratterizzato da una base di samples che rimanda un po' ai Sopor Aeternus più “ambient” e disturbanti su cui si staglia un'incisiva voce femminile (ad opera della cantante Linds Bestwicke, celebre per l'impronta folk dei suoi progetti) impegnata a intonare quella che sembra una tetra ballata dai toni estremamente “traditional”, soprattutto se consideriamo la zona di provenienza del progetto.
E' una chitarra pulita chiamata a stagliarsi sopra samples dall'afflato decisamente bucolico ad aprire la successiva AN EMPYREAL SPIRIT DANCES BEFORE ME, fornendo un tappeto atmosferico perfetto per la voce narrante di Nre, preludio a un'esplosione black molto trascinante e d'impatto, caratterizzata dal tipico riffing avvolgente che è marchio di fabbrica della band, che si dimostra nuovamente molto abile nello spezzare l'andamento di queste porzioni con aperture di più ampio respiro dominate da atmosfere di grande impatto, benché per nulla ostentate e tronfie, dimostrando un'ottima gestione della dinamica nonché dello sviluppo emotivo dei propri brani, che si dimostrano, proprio come in questo caso, estremamente sostanziosi, focalizzati e ben concepiti.
Da brividi la porzione finale, giocata su un incedere cupo e penetrante che ricorda, a chi scrive, alcune cose dei migliori Summoning, benché spogliata dalla grandeur che spesso caratterizza la musica del celebre duo austriaco.
Introdotta da suoni e molto disturbanti, ecco quindi giungere la splendida THE HOLLOWNESS OF EXISTENCE, brano che più di tutti, nel presente platter, si avvicina al depressive black metal tout court, in virtù di un approccio mai prima d'ora così triste e disperato all'atmosfera (in cui la band mette in mostra il suo amore per band quali Xasthur e Grift, anch'esse citate da Nre come fonte di ispirazione) che la band riesce ad esaltare senza rendere derivativo o pleonastico grazie alla sua capacità di risultare sempre molto compatta e mai caricaturale anche nell'esporre le proprie velleità umorali più estreme.
Si tratta anche del pezzo più complesso e strutturato del lotto, con stacchi puliti, accelerazioni, rallentamenti e aperture melodiche e atmosferiche bellissime a costellarne lo sviluppo, in cui spiccano lo splendido afflato iniziale (che andrà poi a caratterizzare l'intero dipanarsi del brano, in quanto a portata emotiva), avvolgente quanto penetrante, e gli splendidi crescendo, spesso sottolineati dall'uso molto oculato dei cori puliti che ormai abbiamo incluso come marchio di fabbrica del progetto, per un brano quantomai appagante ed emotivamente coinvolgente.
Si tratta anche dell'ultimo “vero” brano dell'opera, che si conclude sulle suadenti note acustiche della conclusiva BETRACHTUNGEN, avvolgente e malinconica outro posta a suggello di un album che fa della solidità del songwriting e dell'indubbia capacità dimostrata dal mastermind Nre di gestire dinamica e saliscendi emotivi dei propri pezzi il suo indiscusso punto di forza, risultando, in conclusione, estremamente focalizzato e ben concepito, frutto di una visione musicale molto chiara e di una personalità decisamente marcata, per un progetto che non ha la pretesa di rivoluzionare il genere ma che, al contempo, non vuole vivere della luce riflessa dai top acts del medesimo ma che vuole, al contrario, esprimersi in modo quanto mai efficace con la propria voce.
Capaci ed appaganti.

VOTO: 75/100