19 MAGGIO 2021

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

Life’s Phenomenon è il debut album della melodic metal band finnica Averlanche. Influenzati da pilastri del metal finnico come come HIM, Sonata Arctica, Nightwish e Stratovarius, gli Averlanche combinano melodie accattivanti e una bellissima voce femminile con il sound del metal finnico degli annoi 2000. Il tastierista Antti dice: “Per il nostro debutto abbiamo scelto dieci canzoni per presentare la nostra band al mondo. Le melodie accattivanti danno all’album una bella spinta e i piccoli dettagli lo rendono un album interessante da ascoltare.” La voce è di Rebecca Spörl: originaria della Germania, dove ha sempre vissuto, si trasferisce in Finlandia nel 2014 per realizzare il suo sogno di diventare cantante metal professionista. Il disco è stato prodotto, mixato e masterizzato da Hiili Hiilesmaa (che ha lavorato anche con HIM, Moonspell, Sentenced e Apocalyptica) ed è stato registrato allo Studio Watercastle di Arttu Sarvanne. Si parte senza troppi preamboli con “Imagined Nothing”, una traccia che cattura l’attenzione dell’ascoltatore grazie alle melodie cristalline ed un ritmo serrato che non lascia spazio alla noia. Plauso anche alla voce di Rebecca, che si adatta bene con la musica. “The Diamond Hills” è l’unica traccia ad aver finora visto una trasposizione video diversa da una audio track o lyric video. Scelta azzeccata in quanto la canzone è un’ottima traccia dal ritornello unico e dalla musica dai rimandi al power metal. “The Sound of Insomnia” tiene l’attenzione dell’ascoltatore ben ferma verso la musica. Anche se il ritmo è lievemente calato rispetto alla precedente traccia la canzone è un’altra prova riuscita per la band. “Circus” azzarda ponendosi verso un mood dalle atmosfere scure con passaggi lenti e riflessivi. “Hate” spinge a tutta sull’acceleratore mostrando una furia finora atipica per la band, ma che riescono a gestire con maestria centrando ancora l’obiettivo di proporre una traccia ben riuscita, potente ed accattivante. “Flowers” si contrappone alla precedente canzone come sua antitesi, contrastando la furia di “Hate” con la gentilezza delle melodie. “The Machinery of Life” è una energica traccia che colpisce con melodie epiche, batteria accelerata, assoli al cardiopalma ed un ritornello affascinante. “Rain Factory” è una traccia che per struttura ricorda “The Diamond Hills”, condividendo con lei la particolarità nella composizione che la rende a pari merito con “Diamond” la traccia più interessante dell’album. “Archives of Love” inizia con lo spirito da ballad per poi evolversi in una traccia dai ritmi rock e dalle melodie malinconiche. “Ghost” è un’ottima traccia di chiusura, con un sottotono soprannaturale, scelta azzeccata visto il titolo. Per il resto è un’altra ottima traccia, ritmata ed ammaliante. In  onclusione Life’s Phenomenon è un debutto coi fiocchi che i fan del metal con voce femminile non possono lasciarsi sfuggire. Gli Averlanche hanno dimostrato di avere una forte personalità musicale e di saper spaziare tra atmosfere cristalline ad altre più malinconiche o ruggenti. 

 

85/100