25 GENNAIO 2020

Recensione a cura di

Alessia "VikingAle" Pierpaoli

 

I Chronoform sono una band Modern Metal finlandese. Si formano nel 2013 dall’incontro tra il batterista Vänni e dal chitarrista Aapo con l’intento fin da subito di creare musica propria. Il progetto si arena e rimane nel cassetto per un paio di anni, finchè Vänni ed Aapo riescono a trovare la parti mancanti del puzzle e ricominciare a comporre. Il frutto del loro impegno è uscito ormai l’anno scorso, il 29 maggio 2019, ed è il full lenght “From the Void”, di cui parleremo oggi.  Il disco ci accoglie con le note di pianoforte di “Conquer”. Quella che poteva essere una delicata melodia muta in tempo zero in riffs pregni di tecnicismi cui segue un ritmo forsennato e una voce ruggente. “Sight of Eternity” è un’altra traccia che non lascia respiro all’ascoltatore. Furiosa e tecnica, non lascia scampo all’ascoltatore, che si ritrova al centro del ciclone musicale composto dai Chronoform. In “Limbo” I riffs di chitarra tecnici abbondano insieme a repentini cambi di tempi della batteria, il tutto contornato dai ruggiti del cantante. “Veil” è una traccia di puro caos: i ritmi si intrecciano in un marasma sonoro, non v’è tregua alcuna per l’ascoltatore se non negli sporadici intervalli tra una tempesta e l’altra. “Purist” mostra una forza ispirata al metalcore ed al momento è la traccia più riuscita del disco. Convince l’ascoltatore con la sua struttura serrata ma che lascia spazio a melodie date dalle tastiere. “Prophets” ci accoglie nelle note di un pianoforte, ma al contrario di “Conquer” non segue un’esplosione di violenza cieca ma un ritmo pregno di una melodia di fondo apprezzabile dall’ascoltatore. “From the Void” è un valido biglietto da visita per la band, che qui condensa violenza e melodia in un mix soppesato e d’impatto positivo nelle orecchie dell’ascoltatore. Con “Dusk” si torna su lidi di violenza feroce e spoglia di melodie.  “Subatomic” è una traccia simile a Dusk per ferocia nei riffs, ma al contempo se ne distacca con i suoi passaggi melodici. È un’altra traccia che fonde le due facce dei Chronoform (quelal violenta e quella melodica) in un mix accattivante ed ipnotico. Una traccia che fa rimpiangere hce il disco sia finito, e fa venire voglia di premere ancora il tasto “Play”. “From the Void” è un disco che evolve mentre lo si ascolta: passa dal death metal con elementi progressive delle prime tracce ad una musica ispirata al metalcore, melodica e d’impatto, epr poi fondere i due elementi nelle ultime tracce. Il modern metal proposto dai Chronoform mescola furia e tecnicismi, momenti di calma apparente ad altri melodici. Consigliato agli amanti del progressive e a agli amanti di un death metal che non lascia niente all’improvvisazione. 

 

70/100