14 APRILE 2021

Recensione a cura di

Alessia VikingAle 

 

I D.O.L. sono un gruppo gothic metal finlandese che ha esordito l’anno scorso facendo uscire l’11 settembre 2020 il loro primo EP “Between Love and Death” per la Inverse Records. L’EP, di cui parleremo oggi, è stato prodotto in due sessioni tra il 2018 e il 2020 e le canzoni sono opera del frontman Eero ”MC” Veri che hanno come filo conduttore il rapporto tra l’amore e la morte, con un’atmosfera generale di pesante malinconia. La traccia d’apertura è “Recreational Death” e testo e musica vertono intorno al tema le scelte della vita, ponendo una domanda: se oggi fosse il giorno della tua morte, gli avvenimenti nella tua vita sarebbero andate come avresti voluto? Un interrogativo che lascia spazio a varie riflessioni, da farsi magari ascoltando il brano, dalle atmosfere rock/metal sui generis senza particolari picchi condito con una voce sporca che si intona con la musica. “Heart Killing Field” mostra maggior carattere della precedente canzone, facendosi ricordare per le sue melodie malinconiche. Partita come un accenno di simil ballad, si sviluppa presto in un brano dal piglio graffiante. “Hurt” è l’unica cover dell’ep, dal brano originale dei Nine Inch Nails ed eseguita nello stile dei D.O.L., ovvero spogliando il brano della spirale verso il basso che si percepiva andando avanti con l’ascolto del brano, e rimanendo invece “a galla” con una tonalità neutrale. “Devil is in the details” è al momento la traccia con maggior sfaccettature del brano, che tenta cambi di tempo, passaggi agguerriti e assoli distorti.  “My Juliet” è stato precedentemente presentato con singolo a sé, e narra una storia di amore proibito che porta inevitabilmente alla morte. La storia di amore e morte e ben resa grazie alle melodie soprattutto di tastiera, e in tutto il brano si percepisce chiaro un senso pericolo per il triste finale della storia d’amore. 

“Love Denied” chiude l’EP con un’ultima traccia nello stile che ricorda i primi brani, ovvero con un rock/metal dai toni cupi dal ritmo standard, senza particolari cambi di tono. “Between Love and Death” è un lavoro d’esordio ben confezionato e registrato, il cui difetto è però una scarsa personalità e l’incapacità da parte delle canzoni di avere un piglio incisivo capace di farsi ricordare dall’ascoltatore una volta concluso il disco. Sufficienza politica per questo EP, in attesa di un lavoro che esprima maggior personalità. 

 

60/100