16 GIUGNO 2019

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Recensione a cura di Daniele Blandino

 

 

Formato a Kuopio, in Finlandia nel 1998, DE LIRIUM’S ORDER esplora il genere technical death Metal ispirandosi al thrash e al progressive metal. La band combina battiti esplosivi, riff tecnici, linee thrash accattivanti, melodie oscure e chitarre maniacali portando a morte assalto di metalli. L'attuale formazione è composta da musicisti di atti come Abbath, Omnium Gatherum e Raskasta Joulua.

 

DE LIRIUM’S ORDER intreccia spesso avvenimenti straordinari e che alterano il mondo con i loro musica. Libri, notizie e storie di tali incidenti

Dopo aver firmato un contratto con Woodcut Records nel 2003, la band pubblicò il loro album di debutto Victim No. 52 nel 2004. L'album ha ricevuto elogi di risposta sia dalla critica e dai fan. Sviluppando ulteriormente il loro stile per perfezionare il loro death metal tecnico

identità, la band ha rilasciato Diagnosis attraverso Shadow World Records nel 2007. L'album ha raggiunto il n. 30 posto nelle classifiche finlandesi.

Rinnovando la loro formazione nel 2010, la band ha pubblicato il loro terzo album in studio Veniversum in Marzo 2012. Veniversum è stato elogiato da fan e media come uno dei migliori album  ha persino raggiunto una posizione # 10 nelle classifiche indiane finlandesi. Il video musicale per il singolo Autistic Savant è diventato virale, raccogliendo oltre 100k visualizzazioni.

 

Dopo un lungo e appassionato processo, il quarto album della band, Singularity, è finalmente uscito.

la band ha creato un album esplorativo. Singolarità ha anche apparizioni ospiti di musicisti famosi come Ukri Suvilehto (Abbath, Whispered), Mikael Salo (Dyecrest, Metal De Facto) e Viivi-Maria Saarenkylä (fisarmonicista finlandese dell'anno 2018).

 

L'album contiene nove canzoni potenti che sono state prodotte da Juha Kupiainen e Tuomas Yli-Jaskari presso Sonic Pump Studios. L'artwork di copertina per Singularity è stato realizzato da il talentuoso artista luci Hannu Huhtamo.

 

L’album dura i 35 minuti e 8 secondi

La line up è composta da:

Kari Olli – Voce, Juha Kupiainen – chitarra, Vesa Nupponen – chitarra, Erkki Silvennoinen – Basso, Ukri Suvilehto – batteria (guest member)

Buon album di progressive tecnical death metal, le canzoni sono di ottima fattura e il sound writing buono le sfuriate velocissime e gli assoli taglienti, pieni di scale. La parte progressive si sente tutta ed è ben amalgamata, ha un sound pesante e personale gli arpeggi e la voce anche in pulito lo rendono molto accattivante e personale tecnicamente sono perfetti. L’Art work sembra uscito da un film di fantascienza.

L’album si apre con “I Have Awakened (Intro)”: opener lenta con un bel arpeggio con chitarra classica e la durata è poco più di un minuto ascoltatore viene coinvolto dal sound ipnotico.

Si prosegue con “Ayatollah”: intro velocissima con tutti gli strumenti la voce in un growl molto profondo i riff si rifanno molto a un trhash metal di stampo classico con molte influenze death che rendono il sound unico. I rallentamenti e le campionature di violino o elementi elettronici si amalgamo alle atmosfere che vogliono trasmettere. Gli assoli veloci di chitarra e nel complesso del brano l’ascoltatore viene coinvolto molto dal sound e dalle tematiche che la bend tratta.

 

la terza traccia è la title track “Singularity”: intro lenta e cadenzata con chitarre e batteria il ritmo coinvolge e trasporta ascoltatore in un vortice di violenza e di tecnicismo, la voce del cantante coinvolge chi ascolta, l’aumento esponenziale di ritmo e ingresso di una voce in pulito rendono il brano uno dei migliori dell’intero album.La campionatura di pianoforte è stata messa in un punto dove ascoltatore e ancora preso dal sound.L’Ascoltatore viene coinvolto il più possibile sia delle tematiche che dal ritmo non si annoia un’ottima title track.

Quarta traccia “Surfaced” canzone con un intro velocissima e il thrash e il death si mescolano perfettamente, le sfuriate con l’alternanza delle due voci sono molto ben studiate e non è pesante e non distrae chi ascolta che rimane concentrato, un assolo di basso molto jazz che rendono il lavoro di soundwrithing molto eccellente, le idee innovative si sentono tutte e non snaturano il genere anzi lo rendono unico.

Quinta traccia “The Billion Year Contract”: intro con tutti gli strumenti, a un ritmo medio la voce del cantante entra e si alterna con la voce in pulito sembra quasi una canzone power metal da quanto è epica. L’ascoltatore e molto concentrato per capire le diverse sfumature che il sound contiene, un assolo velocissimo e tecnicamente eseguito magistralmente, verso il finale ripetono il riff iniziale;

Sesta traccia “Acoustic Medley”: intro con chitarra classica in arpeggio e molto rilassante, ascoltatore viene trasportato dalle atmosfere come in un’oasi di pace;

Terz’ultima traccia “Orion's Cry”: dalle atmosfere di pace della traccia precedente con questa si ritorna alla violenza e alla velocità tipiche delle tracce precedenti, si viene catapultati in questo mondo che la band ha creato e fanno da grida con i loro riff velocissimi e il loro sound personale;

penultima traccia “Piazzolla”: intro lenta di chitarra distorta e ingresso degli altri strumenti e la voce pulita del cantante, l’ascoltatore rimane sconvolto positivamente da questo sound personale che lo rendono unico le campionature di strumenti alternativi in questo brano la fisarmonica, il growl si affaccia alla canzone che confonde chi ascolta ma allo stesso tempo rimane abbagliato dal loro soundwrithing.

L’album si chiude  la traccia più lunga dell’intero album “The End of Time” con i suoi 6 minuti e 53 secondi: intro con entrambe le chitarre e batteria, la voce del cantante entra delle orecchie di chi ascolta con violenza, l’ascoltatore rimane incantato da ciò che sente, il sound sperimentale trascinano ascoltatore in un vortice di emozioni diverse. La velocità impressionante dopo una breve pausa si rimane storditi da ciò che si ascolta, alternanza tra i due cantanti rende il brano molto interessante, un assolo velocissimo, che porta la canzone verso il finale e la parte death metal si sente poi con un ritentamento prende il sopravvento la parte heavy trash del loro sound.

L’Album ottimo sotto tutti i punti di vista sia dalla parte compositiva che di produzione, la band ha un sound molto particolare sperimenta molto e dell’intero album sentiamo le sperimentazioni azzeccate tutte e messe in modo da non rovininare  l’album anzi lo migliorano e lo rendono unico, non è un album semplice che si capisce subito al primo ascolto, c’è ne vogliono doversi per capire tutte le sfumature che compongono un sound così complesso, la produzione è ottima la polizia del suono non è troppo plastico ma è molto naturale. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono ascoltare una cosa nuova e chi si avvicina al genere.

 

Voto

80/100