4 APRILE 2020

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

Eilera è una cantautrice francese. Milita per qualche tempo in una band metal, i Chrysalis, mentre avvia anche un side project in coppia con il chitarrista dei Chrysalis. Nel 2003 la band si scioglie ed il side project diventa il suo impegno principale, che ora conosciamo appunto come Eilera. Quello stesso anno esce il loro primo lavoro, il full-lenght Facettes. Dopo una parentesi con la Spinefarm Records, Eilera autoproduce i suoi lavori e si trasferisce in Finlandia, dopo aver cessato la collaborazione con il chitarrista Loïc Tézénas, che l’aveva accompagnata finora. In Finlandia, Eilera collabora con musicisti di varia natura e background musicali negli anni. Il disco di cui parliamo oggi è il quinto disco in carriera, “Waves”, uscito il 6 marzo di quest’anno per la Inverse Records. “Waves” è nato dopo una serie di brutte esperienze personali dovute alla vita di città di Eilera, che l’hanno portata all’esaurimento. Ma è nei momenti più bui che si riesce a vedere anche la più piccola luce: per Eilera quella luce fu rappresentata dal richiamo delle onde. Parte così da un capo all’altro del mondo, nuotando per mari od oceani, lasciandosi ispirare nuovamente dal canto delle onde e dalla riconnessione con la natura e la cultura celtica.  Ed è proprio il rumore delle onde che accoglie l’orecchio dell’ascoltatore in “Andada”, accompagnato da un cantato intervallato dalla cornamusa. “Aquarius” è un brano acustico di sola chitarra e voce, di cui esiste anche un video. Per quanto la canzone sia minimale nell’esecuzione e priva di momenti clou, la narrazione del testo è trattata con cura, dove musica e voce vanno di pari passo con il mood della storia. “Sea Widow” ci accoglie con i rumori di un temporale, triste presagio di come si sia creata una “Sea Widow”. Oltre alla chitarra, qui è presente anche una batteria a dare un ritmo marziale alla canzone. “Soulmates” è una canzone delicata come la neve appena posatasi. Il video che accompagna la canzone accentua questo senso di delicatezza, intervallandosi tra immagini di “dietro le quinte” nella realizzazione di Waves e riprese dell’inverno finlandese. “She Make Waves” ha in sé l’energia delle onde che s’infrangono sugli scogli, e ad accentuare questo senso di forza abbiamo l’introduzione di una chitarra elettrica nella musica.   “Roll with the Waves” è un’altra canzone acustica dal tono struggente e malinconico ma anche con picchi di energia e speranza, dati dagli assoli di chitarra elettrica. “Rebellious Town” unisce al duo chitarra/voce basso, batteria e tastiere per dare alla canzone un tocco fiabesco, come se si stesse narrando una favola.“Shades of Blue” è introdotta dalla tastiera, per poi proseguire in acustico con un tono triste. “Une Vague” è una canzone dal mood onirico e sognante, grazie alle tastiere che ne danno l’atmosfera, aiutate dal rumore delle onde. L’atmosfera onirica si spezza a metà canzone lasciando l’impressione di un mare in tempesta. Ma è solo un intermezzo prima che torni il sereno, e con esso l’atmosfera onirica di prima. “Lili” inizia con il ritmo di un gruppo di uomini intenti a remare, e ciò ci suggerisce che si parla di un viaggio. La canzone, acustica nella sua interezza, prosegue in tono “neutrale” per quasi tutta la canzone, mentre nel finale la voce sembra spaventata da qualcosa. “La Quest” regala atmosfere sognanti grazie alle tastiere unite alla voce, e da l’impressione che un altro viaggio per mare stia per cominciare. “Waves” si contrappone al suo predecessore, il rock/metal “Face Your Demons”, mostrandosi come un abbraccio forte e ripieno di luminosa energia, accompagnato dal suono delle onde che ora brillano sotto il sole, ora si scuriscono con le nuvole.  Si ascolta tutto d’un fiato e così va fatto, perché un ascolto frammentato rovinerebbe l’esperienza di ascolto. Un lavoro curato, dove emerge chiara la ricerca di sé e del giusto mood da dare di canzone in canzone. Perfetto per staccare la spina dal mondo moderno e fare un tuffo nell’oceano, anche se figurato. 

 

75/100