28 Agosto 2019

   ENCHANTYA, ON LIGHT AND WRATH, review, IVL

Recensione a cura di Triplax

Gli Enchantya sono una band gothic metal portoghese di Lisbona, Nel  2004 la cantante Rute Fevereiro decide di creare una band alternativa alle sue  Black Widows (la prima band metal femminile portoghese). e nel 2005, registra il  primo demo "Moonlighting The Dreamer" e nel  2012 il primo album completo ''Dark Rising''e alla fine nel 2019 questo ''On Light And Wrath'' con una line up completamente rinnovata.
La nuova band appare  decisamente agguerrita con una grande  batteria, ottime tastiere spesso in  evidenza ma comunque ben amalgamate nell'insieme e la chitarra sempre impeccabile.Ovviamente è la particolare voce di Rute che fa la differenza ,destreggiandosi tra voci pulite, growls e acuti lirici., tutto trasfuso in un aurea musicale tra il tragico e l'apocalittico.
L'album uscito per la Inverse Records è stato prodotto da Fernando Matias noto per la sua collaborazione con i Moospell.


Dopo le musiche dell'intro ''Turn Of The Wheel'',''Last Moon Of March''si  apre con il coro e Rute che si presenta con feroci  growls e una musica potente e veloce , poi la voce si fa  lirica  mista  sempre a grows. Ottimo assolo di chitarra black metal style .
''The Beginning'' porta una chitarra orientalegginte, ancora  voce growl  e poi polita come prassi, momenti   metal alternati a vocali molto dolci, brano sempre sostenuto con  break di tastiere e coro e voce melodica con apoteosi corale finale.
''Poet's Tears'' segue la  stessa struttura . Molto bello il ritornello e le parti vocali  clean-growl .Pezzo tra i migliori del disco.
''Near Life Experience'' è un altro pezzo con un' apertura in odore black metal , subito ridotto a pezzo rallentato con basso in evidenza e continui ritorni a parti piu dure ,cori ed orchestrazioni ad un gran livello con  spunti in stile  musica classica.   
''Alma'' strumentale atmosferica dolce e triste con la voce di Rute che gorgheggia soave .
Un momento delicato all'interno del magma ribollente del disco. Il finale è rafforzato dalla band e arrangiamenti orchestrali  che si mescolano tra loro.
''Downfall To Power'' è impetuoso ed epico con un rimando al western  morriconiano.  Brano tra i più immediati anche se le  chitarre non dimenticano i giri melodici più  violino in evidenza che   si erge alto in alcuni momenti.
''Hide Me''ha sempre il violino e la  voce che mescola vocal operistici e growl con un notevole  risultato sonoro con rimandi al punk femminile di Lena Lovich e Nina Hagen .
''Deception (Since You Lied)'' violino e piano tristi e voce impostata e romantica.Un   grande pezzo con il coro e i giochi  tra di violino e chitarra.
''Once Upon A Lie'' è agguerrita nell'inizio e procede  veloce e dura . A mio giudizio però è il pezzo meno riuscito ma e peccato veniale.
''From The Ashes'' cattiva e corale, metal ed epica porta alla  conclusione dell'album  ,  comprende  un bridge melodico e cori celestiali con assolo chitarra liberatorio, poi  ancora ferocia vocale per il finale .

Insomma alla fine possiamo dire che abbiamo tanta carne al fuoco ed e un buon profumo che si sente e che resta nelle narici anche dopo la fine dell'ascolto.
Un disco forse non innovativo ma di certo fatto con cura, bravura e sicura passione e quindi promosso ad ottimi voti.

 

VOTO: 100/100