14 MARZO 2020

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

I finnici Event Relentless si fondano nel 2013, ma solo nel 2015 esce il loro lavoro di debutto: si tratta dell’EP “Cold Black November”, seguito nel corso dell’anno dal loro primo tour europeo che portò alla band nuova audience raggiungendo un buon successo. Dopo il tour vide i Nostri si sono messi di buona lena per far uscire il loro secondo EP, “Under Ice”, uscito per Inverse Records. L’EP ricevette feedback positivi e buone recensioni dai media metal di tutto il mondo. Durante le registrazioni del terzo ed omonimo EP “Event Relentless” i Nostri andarono in tour per l’Europa per la seconda volta, e poi ancora per una terza per promuovere l’EP. All’inizio del 2019 entrano in studio per registrare il disco di cui parleremo oggi, ovvero il loro disco di debutto “Circle”, uscito l’8 novembre 2019 per Wormholedeath. 

“Stay Away” ha il compito di aprire il disco e di presentare in pochi minuti il sound della band all’ascoltatore. Quest’ultimo si trova davanti un muro sonoro che impatta su di lui come un ceffone: riffs solo all’apparenza caotici, batteria incalzante ed una voce sporca accompagnano l’ascolto, intervallato dall’unico momento di calma apparente rappresentato dal ritornello cantato in voce pulita. 

“Pleasure & Pain” sfrutta le tastiere per dare un tocco in più alla musica. Nel corso della canzone troviamo spesso l’alternarsi di due voci, pulita e scream, nel cantare le liriche, con un contrasto interessante.

“Falling”, di cui esiste anche un video, ha una struttura simile a “Stay Away”, ovvero composta da parti violente ed aggressive intervallate da ritornelli melodici eseguiti in cantato pulito. Falling, a differenza di Stay Away, si prende maggiori intervalli riflessivi, come se nella canzone pervadessero sentimenti di scoraggiamento e perdita più che rabbia. 

“Razor Queen” viene introdotta in un crescendo di ritmo che esplode di pari passo con un cantato rap con voce sporca in contrasto con la voce pulita che si occupa di cantare il ritornello. Introno alle voci troviamo un comparto musicale aggressivo nelle parti rap, rallentato (ma non troppo) nelle parti pulite. 

“Worthless” parte a gamba tesa snudando le zanne, pronta a colpire l’orecchio dell’ascoltatore con il suo muro sonoro fatto di rabbia ed aggressività. Le terzine fanno da padrone nella composizione dei riff di chitarra, mentre la voce rimane sporca ed urlata per tutta la durata della canzone. La batteria, come semrpe, svolge egregiamente il suo lavoro nel creare il tappeto sonoro ideale.

“Scream” ha un inizio ritmato che sfocia in un frenetico ritmo ispirato dal thrash/death metal con voce sporca. Fatta eccezione, ancora una volta, per il ritornello e pochi passaggi in cui per un momento i ritmi rallentano e la voce si fa pulita. 

“Circle” è una traccia atipica rispetto a ciò che abbiamo sentito fin’ora: accolta da una intro melodica, la composizione musicale vira sui tecnicismi e passaggi melodici, accantonando, almeno per il momento, l’aggressività e i riff frenetici, nonostante non manchino passaggi con voce sporca.

Esordio col botto per questa band che ha dimostrato di avere le capacità per arrivare lontano: “Circle” è un album coerente e compatto, che intrattiene dal primo all’ultimo brano. La produzione limpida ne facilita l’assorbimento nelle orecchie e nella testa dell’ascoltatore, permettendogli di godere appieno sia dei singoli strumenti sia del complesso sonoro.

 

80/100