13 GIUGNO 2020

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Da Reservoirs of Darkness e Neon Lit Nightmares nascono i Lamori. Il loro sound si definisce, unendo Gothic Metal con Dark Wave e Modern Rock. Inoltre, i testi sono ispirati ai maestri del film horror di culto e al romanticismo, che completa la loro macabra eleganza. La band risale al 2006, quando Il cantante Matias Juselius e il chitarrista Marcus Pellas hanno fondato una rock band gotica, nella loro città natale di Mariehamn, nelle Isole Åland. Jens Wickholm si unì presto al duo, seguito da Mikael Westerlund al basso. Lo spettacolo dal vivo si è tenuto sotto il nome di L’Amori Acoustica. Dopo una ricerca infruttuosa di un batterista, l'idea della band è stata congelata per quasi due anni. Il gruppo si riunì di nuovo alla fine del 2008, ancora alla ricerca di un batterista, fino a quando Emanuel Sanchez si è unito alla band.

All'inizio del 2009 la band era ora ufficialmente formata. Insieme hanno fatto il loro primo live alcuni mesi dopo. La formazione è rimasta la stessa fino ad oggi.

Con il nome di L’Amori (che in seguito sarà cambiato in LAMORI), la band ha registrato il primo EP Demo a quattro tracce nel 2011, intitolato The Reservoirs of Darkness. Il loro primo album integrale Deadly Desires è stato rilasciato automaticamente alcuni anni dopo. 

Nel 2013, un anno dopo l'uscita di Deadly Desires la band ha firmato un contratto discografico con l'etichetta italiana Wormholedeath. Il loro primo grande album, To Die Once Again, fu pubblicato attraverso l'etichetta nel 2016. Fu in quel momento che la band cambiò il nome da L'Amori a il più semplice LAMORI. Gli anni seguenti la band fece tournée in Finlandia, Svezia,Lettonia e Lituania, iniziando a lavorare su un nuovo album; Neo Noir,  che registrarono nell'estate 2018 ai Mathlab Studios in Italia, con i produttori Carlo Belotti e Jonathan Mazzeo.

Dei tre singoli pubblicati prima dell'album, An Angel by Your Side è quello che ha ottenuto il massimo elogio, arrivando a coprire 380.000 visualizzazioni su YouTube in un solo mese.

La lineup e composta da: Matias Juselius, (voce) Marcus Pellas, (chitarra) Mikael Westerlund, (basso) Jens Wickholm (tastiere) e Emanuel Sanchez (batteria)

Album smielatissimo in tutte le sue componenti. Dalle registrazioni, fino ad arrivare ai testi e alla voce del cantante, che risulta troppo melodico e smielato a chi lo ascolta. 

L'album è composto da 9 brani, di durata totale di 37 minuti e si apre con “An Angel by Your Side”: opening di basso livello che fa capire subito a chi ascolta, su che binari procede album. Melodie sdolcinate riempiono subito le orecchie dell’ascoltatore sin dall'intro, fino alla fine. Le tastiere non aiutano l'ascoltatore a digerire meglio il brano. Anzi lo rendono ancora più dolce, e per tutta la durata, non ci sono colpi di scena. Scorre tutto dritto senza cambiamenti, e l'ascoltatore non rimane coinvolto emotivamente dall’ascolto della traccia.

Si continua con “The Evil Inside of Me”: traccia leggermente più movimentata della precedente, con un pochino di grinta in più. L'ascoltatore riesce ad ‘essere coinvolto di più sia dalla musica sia dal testo, ma niente più di questo. Nonostante tutto, il brano, studiato a tavolino per coinvolgere più ascoltatori, funziona solo a metà. Nel complesso, il pezzo è comunque orecchiabile.

Terza traccia “Born to Lose”: brano con tutti i canoni del Gothic. Discreto e coinvolgente al punto giusto, ma con una immancabile parte melodica, in alcuni momenti troppo sdolcinata. L'ascoltatore rimane confuso dalla band, nonostante il brano sia più oscuro degli altri. Quarta traccia “Fade Out of Time”: Parte elettronica ben presente e una batteria quasi dance. L’ascoltatore è talmente fuori concentrazione, che il brano gli scivola via senza lasciar traccia del suo passaggio. Il romanticismo e la dolcezza, sono sempre più presenti e l’oscurità dei due brani precedenti è scomparsa definitivamente, lasciando spazio a queste ultime due. La voce del cantante presenta una specie ditecnica growl, ma gli riesce molto male.

Quinta traccia “The Devil's Mark”: a mio giudizio pessimo brano, poco coinvolgente. Anche la parte strumentale non riesce a sollevarne lo stile. L’ascoltatore è ormai fuori fase con l'intero album, che non riesce a trovare una sua definita collocazione. Le tematiche romantiche sono sempre presenti, tali da farlo risultare quasi un brano per rimorchiare un partner, più che altro. 

Sesta traccia “Heaven Ain't For Us” . Elettronica è la parola giusta per descrivere questo brano. La lentezza quasi doom fa capolino subito alle orecchie di chi ascolta. Purtroppo nemmeno un brano decente come questo, riesce a risollevare l'intero album. L'oscurità presente, coinvolge un pochino l’ascoltatore, lasciando una traccia di se nell'animo di chi ascolta.

Settima traccia “Going Down”: brano sufficiente come intermezzo che porta verso le tracce finali dell’album. In esso ci sono alcuni spunti interessanti, ma risulta sempre poco coinvolgente. L'ascoltatore rimane impassibile all’ascolto. Il soundwriting è basilare ed attinge a piene mani dai canoni del genere, senza aggiungere nulla di nuovo. Riff classici e basilari senza sentimento.

Ottava traccia “Wild Within”: dolcezza è la parola giusta per descrivere questo brano, una base musicalmente classica, senza innovazione né personalità, che alla fine risulta fine a se stessa, lasciando chi ascolta basito.

L’album si chiude con “The Scientist”: le tastiere fanno subito capire la tematica dell’intero brano ma i toni caldi non coinvolgono per niente, lasciando un po' di perplessità in chi ascolta. Il tema della dolcezza presente è ripetuta come nelle canzoni precedenti, quasi a dare un senso di stucchevolezza. L’ascoltatore non viene coinvolto, (non almeno nei termini di quello che si dovrebbe definire un gruppo rock gothic).

Album veramente pessimo, troppo romanticismo sdolcinato che non lascia nulla alla fine dell’ascolto. la smielatezza dell’intero album è veramente esagerata. La band ha imparato bene dai maestri del “love Metal” loro connazionali. Trovo esagerata la continua ricerca del melodico in tutte le tracce (per un album di questo genere.)

Ottima invece la registrazione e il lavoro post-Produzione veramente ben fatto, così come la pulizia dei suoni. Sotto il punto di vista della produzione, l'album risulta e veramente ottimo.

 Lo consiglio solo a chi ama il puro romanticismo e generi similari.

 

40/100