15 NOVEMBRE 2019

Recensione a cura di Alessia VikingAle

 

Nato inizialmente come duo, il progetto Midnartiis si è presto evoluto in una one-man-band, sviluppandosi in una visione molto personale di Wes Radvansky. Il nome “Midnartiis” significa “Demone di mezzanotte”, ed è un cenno alla black metal band belga Infernal Beauty, mentre il logo è opera del “Signore dei Loghi” Christophe Szpajdel. Il progetto inizia nel 2007, ma passano circa sei anni affinché il progetto si attivi davvero.
Il suo primo full è “Solitary Odes”, del 2014: dai suoni sporchi e grezzi, ha in se un dualismo fatto di ferocia black metal anni ‘90 ed un’anima folk/ambient che non riesce ad amalgamarsi bene.
Il secondo lavoro è “With Reverence and Will...” del 2017: un buon full lenght black metal atmosferico, con la giusta dose di malinconia tipica del genere.
A questi due full segue un EP, “To Join the Wild Hunt” uscito all’inizio del 2019: qui viene spazzato via tutto quello che di black metal c’era, lasciando solo chitarre acustiche ed atmosfere oniriche.
L’album di cui parliamo oggi è l’ultima opera in carriera, “In Silent Grove to Dwell”, uscito questo 21 giugno per Naturmacht Productions.

Il disco segue la linea compositiva dell’EP “To Join the Wild Hunt”, ovvero: tolta l’aggressività e la malinconia black metal rimane solo il neofolk e la voce pulita, talvolta sostituita da registrazioni vocali. Si notano influenze post rock nella tripletta “Death Leaves the Maiden”, “Praise to the Muse” e “Putre Factio”, quest’ultima un mix di post rock neofolk, come a sancire la fine di una parentesi. Dopo questa, le successive canzoni sono tutte in puro neofolk, senza più registrazioni audio a supportare la voce, un cantato basso e avvolgente.

“In Silent Grove to Dwell” è un’opera omogenea, senza esplosioni improvvise o cambi di tempo repentini: le tredici tracce che compongono l’album scivolano come l’acqua nelle orecchie dell’ascoltatore, immergendolo in una dimensione onirica, perfetto per l’ascolto in giornate uggiose. Notevole l’impegno nel voler creare variazioni nelle atmosfere, sfociando sul post rock in alcuni brani mentre altri brani come “What the Lyre Slowly Brings” donano atmosfere eteree e sognanti.

Nella carriera del Midnartiis “In Silent Grove to Dwell” si presenta come l’opera più riuscita, dopo “With Reverence and Will...” che già era un bel salto di qualità che smussava i difetti del precedente lavoro. 

Da notare anche la bella copertina, raffigurante un näcken, uno spirito d’acqua mutaforma tipico della mitologia dei popoli germanici. Questi esseri attirano a sé gli esseri umani ammaliandoli con al loro musica, per poi trascinarli in acqua ed ucciderli. Una scelta voluta che rappresenta appieno lo spirito dell’album.

 

80/100