29 MAGGIO 2019

Mosh-Pit Justice, Fighting The Poison, Ivl, I.V.L., Insane Voices labirynth Official, Recensione, metal

Morganazza

 

Mosh-Pit Justice – ‘Fighting The Poison’


Tracklist:


01. Bound To Decay


02. Feed Me To The Flames


03. God Wills It


04. The Serpent’s Call


05. State Of Damnation


06. In The Final Of Days


07. Prove Your Faith


08. Forging Out Fate 



Label: Punishment 18 Records


Genere: Thrash Metal


Anno: marzo 2019
 


 

Members:


George Peich: Voce


Staffa Vasilev: Chitarra e batteria


Maryian G.: Basso e cori

Primo ascolto, attese e conferme… eccoli qui, i Mosh-Pit Justice, trio bulgaro di grande potenza!
Il thrash metal è davvero storia e pur non ascoltando quotidianamente questo genere, quando lo faccio ho bene a mente la forma di rispetto che spontaneamente si riserva a queste band.
La stessa cosa mi son chiesta nel momento del mio approccio alla “lettura” di questo nuovo lavoro: la band avrà omaggiato il genere?
E certo che sì, ed ha anche confermato di essere un trio sicuro e deciso.
Dal 2012, anno d’esordio, hanno sfornato l’EP ‘The Serpent’ e tre successivi Full Length: ‘Mosh-Pit Justice’ del 2013, ‘Just is Served’ del 2014 e ‘Stop Believing Lies’ del 2016
Questo loro nuovo album non tradisce le aspettative, ti lega ad una sedia e ti picchia alle costole senza respiro.
Otto tracce complete: il risultano di un connubio trash/heavy/epic che poco spazio concede alla fantasia
La voce segue il sigillo che il trio bulgaro ha voluto imprimere a tutto l’album, più impostata nei momenti epici e graffiante, anche se non a livelli estremi, in quelli thrashy, mantenendo sempre da sfondo la veste heavy.
Accanto ad essa, una sorprendente chitarra, presente, rassicurante e sfacciata al momento opportuno, ruba volentieri la scena tra i cambi di ritmo imposti dalla sezione ritmica, mai deludente ed incessante
Non amo fare paragoni con altri gruppi, il thrash, si sa, tutti provano a suonarlo… ma il “baccano e basta” non fa per i Mosh-Pit Justice, lo si capisce gia dalla prima ‘Bound to Decay’: “noi ti stiamo avvisando”, è come se dicessero… “d’ora in poi zero respiro” e così è: ritmo serrato, velocità e precisione, non c’è variabile, corre dritto alla meta, così come le altre ‘State of Damnation’, ‘In the Final Days’ e ‘Prove Your Faith’, in cui voce e chitarra fanno la staffetta per non mollare un colpo, confermando la tecnica che da subito si è svelata con assoli da brivido poco ammalianti e che nulla nascondono, diretti, non hanno coda né eco!
Se volete apprezzare il lato più heavy, dovete attendere ‘Good Wills It’, chitarra e voce, voce e chitarra, ne viene fuori una melodia succulenta per gli amanti del genere
Piacevolmente stupita da ‘Feel Me to the Flames’, probabilmente per la mia passione per i ritmi sofferti e cupi, che, strano a dirsi, sono stati inseriti a puntino ed intrecciati con ritmi sapienti ed un assolo di chitarra degno di nota
‘The Serpent’s Call’ è la più completa ed ammaliante, mi sono lasciata tentare ascoltandola a loop per tre volte, per poterne godere da ogni punto di vista: cambi di tempo pieni, un basso che si impone, mai scontata, così come ‘Forging our Fate’ che chiude l’opera con una impronta particolarmente epica, al cui interno il trio ha incastonato un assolo melodico in grado di recuperare l’interesse anche dell’ultimo scettico
Forse i puristi del genere potranno avanzare qualche appunto, ma lo stile dei Mosh-Pit Justice è moderno, generazionale, appaga i cultori dell’heavy metal e dello stile epico, rispetta i canoni del thrash (anche se la voce non è mai aspra come si confà al genere puro) e soprattutto rende merito a tutto ciò con una tecnica elevata! 

 

80/100