31 LUGLIO 2021

Recensione a cura di

Jenn Samael Lotti

 

Gli Ornimental sono una band di Miami il cui genere spazia dall’Hard Rock al Thrash Metal con sonorità originali e accattivanti. Il gruppo sta riscuotendo moltissimo successo presso la critica americana e  ha già condiviso il palco con moltissime band di fama mondiale come  Children of Bodom,  Lacuna Coil e OTEP…

“Red White And Wrath”, è il secondo album autoprodotto degli Ornimental ed è un doppio album costituito da un totale di 25 tracce.

L’album inizia con “Supernova”, interamente strumentale consiste, in pratica, in un unico assolo, magistralmente eseguito, che fa da elegante introduzione per le tracce successive. “Mortality”, invece,  è un pezzo di Thrash Metal puro.  Si presenta subito veloce e molto energico, adrenalinico. Le voci assumono, nel ritornello, una linea melodica lievemente più orecchiabile e l’arrangiamento diventa, seppur per un breve momento, quasi orchestrale per poi ritornare al Thrash originario. È una scelta di stile originale, più che apprezzabile e ben inserita ed armonizzata nel contesto. Riesce a tenere alta l’attenzione, ma senza risultare invadente o fastidiosa. In “Invincible”, trovano risalto le chitarre che diventano più cupe e corpose.  “Yours, Always” è  un pezzo molto aggressivo e di forte impatto. Dopo il solo di chitarra un monologo del cantante segna l’inizio della seconda parte, contraddistinta dal suono più limpido. “Silver Lining” è un pezzo particolarmente interessante, il mio preferito dell’album. Chitarre cristalline e voci delicate si combinano alla perfezione per lasciare, nel ritornello, spazio ad una ritmica più sostenuta e grintosa. Seguono brani forti e carichi di energia, perfetti per essere suonati e apprezzati live.  Solo “Call Of The Sky” con un breve stacco strumentale, da un “po’ di tregua” e introduce nuovamente l’uso degli archi e dei  suoni limpidi e cristallini. Un nuovo  momento di tranquillità arriva con “Escape With Me”  che, però, nel complesso resta un pezzo piuttosto caotico. 

Chiude l’album una ballata acustica, “Seize The Day”, dove i suoni cristallini sono scelti in modo impeccabile riuscendo a creare un’atmosfera surreale e quasi trascendentale. Un pezzo assolutamente incantevole in cui vengono messe particolarmente in risalto le chitarre e la bellissima voce del cantante. La perfetta conclusione di un progetto che ha saputo fare dei contrasti il suo maggiore punto di forza, assieme all’aggressività e ai  cori epici. In generale posso dire che si tratta di  un progetto molto interessante, che può rivelarsi una bella scoperta per gli amanti del Thrash e dell’heavy metal. Ad attirare particolarmente la mia attenzione sono stati gli intermezzi, monologhi brevi scanditi da una voce femminile, accompagnati da un sottofondo musicale caldo ed avvolgente che spezzano quello che invece è il ritmo quasi brutale del resto dell’album.  Sono il filo conduttore di tutto il lavoro e ciò che unisce ogni traccia, al di là della musica c'è una storia. Lo  spirito di una ragazza di nome "Promise" che mostra a te (personaggio principale) la sua caduta nella follia attraverso l’abuso di droghe e  la perdita d’identità. Questa storia è basata su eventi reali, tuttavia, sta a te (ascoltatore) decidere cosa è letterale e cosa è metaforico.

È vero che non “si giudica un libro dalla copertina”, ma vale la pena di spendere almeno due parole per l’estetica di questa cover che non può passare inosservata.  Come i brani che vi sono racchiusi trova la bellezza nell’armonia assoluta dei contrasti.  

                                                    

73/100