1 Novembre 2019

Recensione a cura di Dmitriy Palamariuc

 

Reveal è una band Heavy/Power Metal internazionale, formata molto recentemente dalla collaborazione stellare di noti musicisti svedesi e spagnoli, provenienti da band come Darksun, Northwind, Primal Fear, Rage, ecc. Hanno già all’attivo due full-length, uno del 2017 chiamato “Timeline”, ed uno del 2019, intitolato “Overlord”. In quest’ultimo album la band ha usato un  suono più sperimentale, ovvero principalmente Power Metal, ma ci sono alcune sfummature di Heavy Metal, Thrash Metal ed un pò di Progressive. Ciò da a questo gruppo un’impronta sua unica, per il modo in cui cercanno di innovare il sound di vecchio stampo in stile Sonata Arctica, Dragonforce, Gamma Ray con varie influenze che danno all'album una nota di freschezza e lo rendono dinamico, epico e pieno di energia.
Buona la qualità della produzione, così come ottima anche la composizione sia della musica che dei versi, che fanno sprofondare l’ascoltatore in uno stato d'animo molto emotivo, il che in qualche modo rende un pò scomodo l'ascolto considerando l’atmosfera epica e la furia sconsidera ta delle chitarre, quasi sempre devastanti, ma allo stesso tempo piene di gloria, di trionfo e di attitudine. La batteria ed il basso rendono il suono più profondo e più epico, per non parlare delle voci che sono la cigliegina sulla torta di questo lavoro dalle immense potenzialità. Peccato solo per le tastiere non abbastanza curate, in quanto mancano quei cori potenti ed accattivanti che danno vita al vero Power Metal, in stile Manowar, Hammerfall, Blind Guardian, Sonata Arctica, ecc. Ma le innovazioni ci sono piaciute invece, specialmente in materie di ritmiche e transizioni.
Inizia l'album con "The Name of Ra", dove sin dai primi secondi vedremo il cantante in tutto il suo splendore, che da un certo tocco esotico sin dalle prime note. In breve, una grande lettera di accompagnamento per questo album che ci mostra una serie di nuovi elementi, alla ricerca di un'evoluzione segnata da un suono proprio ed unico . Il secondo brano, "I'm Elric" inizia con molta potenza, e ci riconduce ad un Power Metal molto pomposo, con un ritmo frenetico e assoli di chitarra eccezionali , anche se qui il più sorprendente è senza dubbio il cantante, che ci stupisce decisamente con le sue performance vocali di alta gamma. Continuiamo con "Master of Present and Past", una canzone che abbassa in qualche modo le rivoluzioni in termini di ritmo, dallo stampo decisamente Heavy Metal, ma che si avvicina anche a delle sonorità delle balad melodiche dei Metallica, in particolare “Nothing Else Matter”, dove le chitarre perdono quel pizzico di aggressività nel ritmo e nelle percussioni, ma guadagna un risultato magnifico e anche con un tocco sorprendente in materia di atmosfere. "The Crussaders", invece è una bomba a tempo che esplode con una serie di sfumature nel suono travolgente che si uniscono per formare una sorprendente canzone non solo di questo album, ma di Reveal in generale. Le chitarre arrivano fino all’anima del pubblico, ed il cantante fa davvero meraviglie con la voce anche in questa ocasione, riuscendo a concentrare in pocchi minuti un potenziale che trabocca di qualità , e questo mostra una ottima padronanza  della musica a seguito dell'enorme esperienza dei musicisti che fanno parte di questa band.
Il pezzo che segue nell'elenco è un'altra di quelle canzoni estremamente sorprendenti, ed è "My Pain", che suona molto tranquillo e lugubre  con le chitarre pulite per tutta la durata, ma il pezzo non risulta mai banale o noioso a causa della master class di canto che esegue il vocalista, a dir poco spettacolare. Anche il gioco delle percussioni è meraviglioso, perchè si ottiene un risultato strano ma vincente che, come nel caso del taglio precedente, può essere lanciato senza problemi tra le migliori canzoni dell'album, che sfrutta al massimo le abilità di tutti i musicisti per lasciare un tocco davvero memorabile. Ritornando su sentieri di un Power Metal più puro, troviamo "Metal Skin", una canzone dal ritmo dinamico ed instancabile, dove la band mostra quel suono più facilmente riconoscibile, sfruttando un gioco di percussioni ben sviluppato per sostenere un ritmo che impiega qualità e forza, e che continua ad avere uno standard qualitativo molto elevato nelle loro composizioni. La prossima traccia, "Path of Sorrow", assume un lato un po' più melodico, ma senza rinunciare a quel suono potente che caratterizza questa formazione. Troveremo alcune linee di chitarra impressionanti, con dei riff varieggati, molti dei quali accompagnano gli ascoltatori attraverso dei passaggi vocali ardenti nelle terre delle mille meraviglie, ovvero nella penultima, "Remember my Words", una canzone che a volte “flirta” spudoratamente con l'Heavy Metal e con il Progressive, ottenendo un ottimo effetto di  “montagne russe” sonore. In questa seconda parte, ciò che vedremo di più sono le sfumature, le combinazioni di suoni che riescono ad arricchire il sound di una band che aveva già una melodia molto curata . La linea di basso e le tastiere forniscono al brano  quel punto di forza che trasforma la canzone in una di quelle con la parte sonora riconoscibile, sfruttando ancora una volta le capacità di tutti i musicisti per ottenere un'altra brano spettacolare e rendendo difficile dire che una canzone è migliore di un'altra, poiché tutti contribuiscono a qualcosa che rende il livello molto uniforme tra tutti, e questo aumenta ulteriormente il livello finale dell'album. Chiude l'album "Road of Neverending", una canzone abbastanza sperimentale che rivela ancora di più l’anima innovativa della band e la loro apertura verso varie sfumature ed influenze che possono arrichire il sound old-school con qualcosa di personale.
Un ottimo album senza dubbio, e con il potenziale di ognuno dei mebri di questa band hispanico-svedese gli sguardi del pubblico rimangono in attesa di nuove e gloriose uscite sempre più cariche di epicità, di virtuosità e della furia piacevole tipica del Power Metal.

 

 

Voto: 80/100