1 FEBBRAIO 2020

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Con sede nella regione di Ottawa, i Rockin' Engine sono stati fondati nel 2015 da due dei loro front man e amici a vita, Steve O Leff per voce e chitarre e Ste Vy Leff per chitarra solista.

Il duo ha iniziato come i tipici giocatori da seminterrato, ma presto è diventato più serio di quanto si aspettassero. Più tardi, il talentuoso Joel Bilodeau è stato aggiunto in squadra alla batteria, mostrando abilità e immaginazione sorprendenti con il suo malvagio hard rock. Nel 2016, un fantastico bassista di nome Fred Beaulieu si è unito al gruppo che ha contribuito a dare forma al suono forte che colpisce il motore per il quale sono noti oggi. Dopo una carrellata di un'ampia varietà di cover da: Motley Crüe a Ozzy Osbourne, Pantera, Iron Maiden e molti altri; La band voleva che il loro primo spettacolo insieme fosse qualcosa di grande ed essendo molto coinvolti nella loro comunità decisero quindi di organizzare uno spettacolo di raccolta fondi per sostenere la ricerca sul cancro al seno. Gli sponsor e diversi locali hanno deciso di unire le loro forze a quella della band che diventeranno in seguito grandi alleati per future attività di raccolta fondi e numerosi eventi. Nel 2017 Fred Beaulieu si è separato dalla band per motivi familiari, lasciando gli altri membri e mi chiedevo che cosa sarebbe successo. Fu allora che arrivò Nico Rioux a prendere le redini della chitarra basso, il quale divenne una grande risorsa per la band con il suo straordinario rock progressivo come nessun altro. In quel momento, i quattro membri hanno comunemente deciso di crearne un proprio stile con il suono di tante influenze di metal, hard rock e generi progressivi.Dopo aver presentato alcune delle loro composizioni inedite in diversi grandi eventi sulla scena principale della Canadian Army Run per due anni di seguito, è stata la reazione del pubblico  che ha spinto la band a rilasciare materiale sui social media per espandere i loro orizzonti durante la registrazione del loro primo album completo che uscirà entro la fine dell'anno, Midnight Road.  Nico in seguito ha dovuto lasciare la band per motivi professionali e non è stato sostituito da nessuno. 

la vera ispirazione per la loro musica rimane l'amore, il supporto e l'autenticità dei loro fan, amici e famiglie.

I quattro membri sono orgogliosi di alimentare il pubblico con la loro energia carismatica e scene divertenti, facendo capire a tutti che l’hard rock e l’heavy metal non moriranno mai!

La line up odierna è composta da: Steve O Leff - Vocals e chitarre Ste Vy Leff - Chitarre soliste Jean-Pierre Buzzard Proulx – Basso Joel Bilodeau - Batteria e voce.

Parliamo ora dell’album: un buon heavy metal moderno, pulito e ritmato. L'album comprende 8 tracce e la durata complessiva e di 39 minuti e 52 secondi.  Si apre con “Shake that Ass”: discreto opening, la band trasmette energia e forza nei loro brani e l'ascoltatore viene coinvolto emotivamente dalla loro musica molto energica, ha un ritmo molto orecchiabile ma ,a mio giudizio, mancante di effettivo mordente mordente.  Si continua con “Let's Roll the Dice”: canzone un pochino più aggressiva rispetto alla precedente con un ritmo e un riff orecchiabile e un ritornello che strizza l’occhio alle trasmissioni radio. L'energia c’è ma non basta per far si che chi ascolta rimanga concentrato sulla musica, i riff glam degli anni 80 dopo un po' stuccano l'ascolto.  Terza traccia “Livin' a Lie “: canzone sdolcinata e con un ritmo medio basso,le influenze glam si fanno sentire sempre più e potrebbero forse stancare molto chi ascolta, anche i cambi di ritmo non aiutano molto a tenere la concentrazione.  Quarta traccia “When Engines Collide”: canzone nella media delle precedenti il glam e il metal moderno si incontrano e danno vita a uno stile molto più caratteristico, fatto di riff radiofonici e ritmati, ma la carica ribelle del metal è quasi del tutto scomparsa ed al suo posto c’è un sottofondo molto più glamour. 

Quinta traccia “Never Surrender”: un brano che non mi ha effettivamente trasmesso un che di particolare e che sembra quasi appartenere alla categoria delle “tracce riempitive”. 

Sesta traccia “The State of Nature”: canzone a ritmo marziale lento, in questo brano hanno sembra essere ritornata la grinta, l'ascoltatore viene coinvolto e non sembra distratto da melodie forzatamente rese orecchiabili. Brano molto oscuro sia come sound writhing che come struttura, l'allegria dei brani precedenti è quasi del tutto scomparsa, sembra quasi un brano doom dalla struttura musicale molto cadenzata e oscura..  Penultima traccia “Hiding in Darkness”: canzone coinvolgente, ritmo, energia pura e ci si sente appagati emotivamente da quello che si sta ascoltando. Le tematiche oscure del brano si riflettono anche su questo, un ritornello con un ritmo non troppo catchy ma alla fine molto coinvolgente. I temi doom lasciano il posto a dei riff di heavy puro con un po' di rabbia e voglia di scatenarsi.

L'album si chiude con “Road Rage Boogie”: il ritmo oscuro é completamente scomparso in questo brano e ritorna il glam dell’inizio, brano allegro luminoso e soprattutto radiofonico con ritornelli orecchiabili. Ci si immagina mentre si passeggia su spiagge affollate in piena estate della California. Album a mio giudizio forse un po’ troppo in cerca di approvazione, si apre molto alle radio e al pubblico casual, ma forse proprio il fatto di percepire l’intenzione di voler piacere a tutti costi lo rende meno interessante. Personalmente Non lo consiglio a tutti ma solo a chi ama molto il glam anni 80. La registrazione, gli arrangiamenti  e la produzione in generale risultano di buona qualità, ma personalmente avrei gradito esplorare di più gli accenni più caratteristici di alcune canzoni.

 

45/100