20 SETTEMBRE 2019

Recensione a cura di Dmitriy Palamariuc

SERPENT RISE è un quartetto brasiliano, formato all'inizio dell’anno 1993, quando i cantanti Agnaldo Gomes e Julio Wojciechowski decidono di creare una musica che potesse esprimere i loro sentimenti aspri e scettici sugli aspetti più oscuri dell'esistenza, cavalcando la fiamma nera e cupa del Doom, assieme a dei mostri sacri come Cathedral, My Dying Bride e Paradise Lost, ecc. Nonostante una bella manciata di demo ed un album durante gli anni novanta, non sono mai riusciti a stabilire una formazione stabile, ma hanno invece fatto molte esibizioni dal vivo e condiviso palchi e festival con Anathema e Flesh Grinder, tra gli altri. Secondo quanto riferito, la band è riuscita a mantenere un allineamento stabile e coerente soltanto durante il lavoro sul loro unico full-length, "Gathered By ... Kharma”, che non ha mai ricevuto alcun supporto dall'etichetta responsabile dell'uscita e, purtroppo, SERPENT RISE è diventata un triste esempio di mancato successo dovuta alla scarsa attività dell’etichetta discografica. Tuttavia, l'album è stato ripubblicato con l'aggiunta del demo "Travellin' Free ...". Tutti i brani sono stati rimasterizzati e ristampati come doppio CD con un numero di foto inedite nell'opuscolo e per chi non ha mai ascoltato la band prima, "Gathered By ..." è un buon punto di partenza. L’album contiene 7 canzoni, che contengono una ricca varietà di trame, da tamburi fragorosi e riff epici a chitarre pulite malinconiche e voci sussurranti. Un full-length con molti contrasti sonori, con vari cambi di ritmo ed armonie, corde e tastiere occasionali unite a delle sonorità molto sinistre, destinate ad aggiungere colore ancora più lugubre ad uno scenario musicale già oscuro e torbido. Inoltre il vocalist si distingue per il suo lavoro dietro al microfono, poiché riesce ad esprimere molte emozioni diverse nella sua voce, che a sua volta crea più consistenza e spessore anche nei momenti più tranquilli. Combinato con la varietà delle strutture della batteria e del basso, unite al titanico lavoro delle chitarre, le tracce di "Gathered by ... Kharma" non diventano mai noiose e banali, come spesso accade a molti album di questo genere. Per quanto riguarda la produzione, l'album non è affatto raffinato, ma nonostante ciò riesce a dare un’impronta sua specifica con cui farsi riconoscere dal pubblico. Inoltre, sia il songwriting, che anche le lyrics riescono ad esprimere un enorme talento ed allo stesso tempo un’arte macabra e dissonante, che riesce a catturare l’attenzione. Ogni uno di questi 7 brani ha una sua personalità profonda ed una strana ma notevole atmosfera, che nell’insieme creano un peculiare ed un introverso brainstorming, targato Serpent Rise. Questo lavoro è un ottimo modo per gli ascoltatori di scoprire il loro materiale di questa magica band e allo stesso tempo mettere le mani su alcune gemme dimenticate nella loro discografia. Anche se purtroppo sono stati trascurati dalla loro etichetta e di conseguenza sono rimasti inosservati da molti potenziali fan, questi ragazzi erano e sono sicuramente una band che ancora ci regaleranno delle belle novità in materia di Doom/Gothic.

 

 

 Voto: 81/100