2 LUGLIO 2021

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Shadow Warrior è il classico attacco heavy metal nella vena dei primi Accept, Iron Maiden, Saxon e Warlock. La band si è formata nel 2019 e ha fatto il suo debutto discografico con l'EP di 5 canzoni "Return of the Shadow Warrior", i cui testi erano basati direttamente sulla storia e la cultura del Giappone. L'album, inizialmente auto-pubblicato dalla band in 100 copie limitate, si è rivelato un successo e nell'arco di 2 settimane è andato completamente esaurito. Poco dopo la band ha iniziato a guadagnare l'attenzione delle etichette discografiche heavy metal classiche di tutto il mondo e questo ha portato alla ristampa del loro EP per i mercati asiatici, sudamericani ed europei. Pubblicato da Spiritual Beast, Burning Leather e Heathen Tribes rispettivamente su CD, vinile e MC. All'inizio del 2020 gli Shadow Warrior entrarono in contatto con la leggenda dell'heavy metal giapponese, Metalucifer, il che portò al singolo in vinile 7" "Heavy Metal Typhoon", che presentava il cantante dei Metalucifer/Sabbat Gezolucifer alla voce e l'iconico collezionista di metal, Neal Tanaka, sulla copertina dell'album. A metà del 2020 la band finì di registrare il loro album di debutto full-length, "Cyberblade". L'album, con 35 minuti di materiale inedito racchiuso in 8 canzoni, fu registrato e mixato all'HiGain Studio (Białystok, Polonia) da Janusz Grabowski e Marcin Grygoruk. L'album è stato pubblicato il 18 novembre 2020 da Spiritual Beast (CD) per il mercato giapponese e da Ossuary Records (CD/MC/digitale) per tutto il resto. L'album è stato preceduto dal singolo in vinile 7" "I Am the Thunder".  Magazine "Shadow Warrior è un heavy metal puro e brutalmente onesto, che potrebbe presto smuovere un bel po' la scena!" -  L’album si apre con la title track “Cyberblade”: ottima opening potente e coinvolgente, intro parlata che esprime subito che si sta intraprendendo un viaggio particolare, la band si impegna a modernizzare i riff classici senza banalizzarli e personalizzando le loro tematiche con una buona voce particolarmente studiata ed efficace; già da questa traccia si sente l’influenza di gruppi quali Maiden, Accept, Saxon. Il brano scorre velocemente, non annoia e incuriosisce l’ascoltatore a proseguire l’ascolto. Si continua con “Demolition Hammer”: brano veloce e coinvolgente, è come una scheggia che ti colpisce in pieno petto, tutti i sensi vengono colpiti dalle sonorità personali espresse dal gruppo rendendo moderno il classic heavy metal. Terza traccia “Iron Hawk Rising”: brano leggermente più lento del precedente, ma più coinvolgente, il pubblico si immagina di essere all’interno di un’azienda in cui la musica descrive i vari laboratori. La curiosità di proseguire l’ascolto dell’album pervade l’ascoltatore mantenendo alta sia l’attenzione sia la curiosità. Quarta traccia “I Am the Thunder”: buon brano di metal track list, veloce e coinvolgente, la band è molto abile a trascinare il pubblico, tecnicamente l’esecuzione è molto valida. Lo scambio di assoli, verso il finale, tra chitarre e basso è apprezzabile. Quinta traccia “Squadrons of Steel”: brano veloce quasi in stile speed con mescolanza di più stili nello stesso brano, la band omaggia molti gruppi del passato ma senza snaturare il proprio stile; in questo brano si percepiscono molto le sonorità speed, heavy con un tocco di glam che lo rendono molto caratteristico. La durata del brano non è molto lunga e viene assimilata bene senza troppi sforzi; sesta traccia “Demon's Sword”: brano molto lento e cadenzato, leggermente sottotono rispetto alle tracce precedenti, la band in questo brano mi appare poco ispirata, il tocco personale che ha contraddistinto la band fino a questo momento si perde e lascia spazio a melodie più commerciali. Settima traccia “Headless Riders”: brano superiore rispetto a quello appena ascoltato, la band dopo questo passo falso si è ripresa alla grande ritornando al loro stile personale risvegliando il pubblico dal torpore precedente e portandolo verso il finale del viaggio. L’album si chiude con “Flight of the Steel Samurai”: brano lento che parte con un arpeggio coinvolgente di chitarra, la voce della cantante riesce a toccare il cuore dell’ascoltatore, la velocità aumenta in un tripudio di ritmo e velocità, il tributo alla band di Harris è ben presente, ma senza dimenticarsi della propria identità. Album complesso per i vari tributi hai maestri del genere classic heavy metal, ma l’album non è un enorme cover perché questa giovane band polacca ha anche un proprio stile personale che riesce a legare perfettamente ai tributi ad altre band; questa cosa potrebbe spaventare alcuni ascoltatori ma non sarà così perché riescono a coinvolgere in toto chiunque stia ascoltando questo album, anche la durata dei brani riprende molto lo stile anni 80. È un album tutto da scoprire perché è un viaggio dalla prima all’ultima nota, un paio di canoni sono leggermente sottotono, ma nel complesso è un ottimo album. La registrazione è molto pulita ma non è plastica e nemmeno piatta. Lo consiglio sia agli amanti del genere sia a chi sta iniziando ad ascoltarlo da poco .

 

95/100