7 GIUGNO 2019

a cura di Francesco Yggdrasill Fallico

 

Questa volta, abbandono i lidi italici, per arrivare fino al Cile, dove mi imbatto in una realtà che mi ha piacevolmente colpito sin dal primo ascolto!

Giunti al loro secondo full-lenght, dopo due EP ed altrettanti singoli, i sudamericani ci propongono un’affascinante miscela di suoni, partendo da una solida base di technical death metal.

Questo quartetto, formato da elementi provenienti da varie realtà più o meno consolidate della scena cilena, ci propone un album che vede nell’acqua, un elemento costitutivo decisamente portante, non solo nell’iconografia, ma anche nei testi.

Questo brano è una sorta di IMMERSIONE all’interno di 7 tracce decisamente ben composte e ben arrangiate, incastonate tra una intro e una outro ed inframezzate da un interludio nel quale, solo per pochi istanti riprendiamo fiato, fino ad arrivare ad una RIEMERSIONE, dalla quale l’ascoltatore vien fuori decisamente cambiato!

Alcuni di questi brani sono già stati pubblicati negli anni precedenti, ma restano davvero freschissimi e coinvolgenti, scorrendo l’uno dopo l’altro senza esitazioni di sorta.

“Surge Drift Motion”, ha passaggi del miglior progressive, per poi sfociare in una sfuriata da autentica mazzata nei denti!!!

Vorrei riuscire a dirvi, quale dei brani vale la pena tirar fuori, ma è impresa pressoché impossibile, in quanto non c’è alcuna caduta di tono, ma anzi, più ci si avvia verso la fine, più l’album tiene ancorati all’ascolto, davvero in profondità.

Gli inserti melodici presenti all’interno dei brani, ne arricchiscono il valore senza affatto sminuirli, assoli, tastiere, pianoforte, suoni eterei…evocativi; anche elettronica, ma non gettata via a casaccio.

“Blackwaters”, con il suo assolo ed il suo basso perennemente ben ascoltabile, come in tutto l’album, è un brano che non smetterei però di ascoltare, se, subito dopo, non arrivasse la summa di tutto questo lavoro; quella “Random Waves”, che con i suoi 9 minuti porta a compimento questo bellissimo viaggio nella profondità dell’animo.

La metafora dell’acqua rende il tutto decisamente affascinante e mai noioso; la purezza, la calma e la devastazione, il profondo ed il superficiale, tutto assume una valenza diversa…

Forse, da oggi, TRASCENDENTE e TRASCENDENTALE, possono esser spiegati in maniera diretta, senza scomodare grandi filosofi e pensatori!
Alzate il volume e gustatevelo in cuffia, lontani da ogni altro pensiero…

 

Bienvenidos de nuevo Caballeros!!!

 

95/100