5 LUGLIO 2019

Recensione a cura di Alessia VikingAle

 

Temple of the Stars è un progetto del polistrumentista e cantautore/compositore finlandese Tobias Tåg. Tobias vive a contatto con la musica da sempre: è cresciuto suonando il piano, col tempo si è avvicinato ad altri strumenti musicali arrivando poi al canto, iniziando anche a comporre brani dall’ampio raggio: dalle dolci ballate a brani più ritmati e drammatici, ispirandosi soprattutto alla musica folk celtica e nordica, scoperta in adolescenza e mai più abbandonata.

Tobias milita anche in una band, i Thoby Loth (con cui fa progressive folk-rock guidati dal suo flauto), con cui ha composto tre cd e un DVD live. Negli anni collabora anche con varie bands tra cui gli Ensiferum, per cui ha suonato flauto e Tin whistle nel loro quarto lavoro, “From Afar”. Nel 2016 inizia la sua carriera solista con l’EP “Green Shadow” disponibile solo in digitale ed ascoltabile anche tramite il suo canale Youtube. “Green Shadow” mostra un lato più atmosferico e melodico nella composizione di Tobias, che per la prima volta si avvale anche della parte cantata.

“Temple of the Stars” è il nuovo progetto a cui si è dedicato e “Nightspirit” ne è il disco d’esordio, uscito questo 10 maggio per la Inverse Records.

“Nightspirit” esordisce con l’omonima canzone in apertura, di cui è stato anche realizzato un (magnifico) video. La canzone porta l’ascoltatore per mano nei boschi ad assaporare a pieni polmoni l’aria di montagna mentre il flauto ci accompagna durante la passeggiata. A primo impatto si rimane spiazzati dalla qualità eccelsa della produzione, unito alla composizione d’impatto e dall’atmosfera in cui ci si immerge. Insomma, un ottimo inizio.
Continuiamo con “Fields of Time”, un’altra traccia evocativa ed atmosferica. Flauto e voce ci fanno da guida nei boschi mentre gli altri strumenti ci accompagnano nel nostro viaggio verso la riconnessione con la natura.
“In The Forest Sky” ci trasporta nell’atmosfera notturna che pervade la natura, mentre voce e flauto ci accompagnano lungo la canzone come un bardo che intona i suoi canti accanto ad un fuoco.
Anche la notte più bella prima o poi finisce, ed ecco arrivare “Mist of Morning” con i suoi delicati arpeggi a descrivere i raggi del sole che sfiorano le montagne. I riffs crescono di intensità a simboleggiare l’avanzata dell’alba e la dipartita della notte, sconfitta dalla luce del sole, anche se attenuata dalla nebbia. Sul finale abbiamo un evocativo crescendo di ritmo e voce, senza contaminare l’atmosfera delicata che si è venuta a creare.
“Chains of Fate” porta con sé la malinconia delle storie raccontate e perse nel tempo, ma anche la forza del destino che sa ritrovare queste storie. In questo brano la melodia è trainata dalle tastiere, accantonando per un brano il flauto. La melodia si costruisce pian piano, partendo da una base quasi acustica arrivando ad un finale esplosivo in cui il meraviglioso ritornello ripetuto ancora una volta chiude al meglio la canzone.
“Cycles” si apre con un dolce duetto voce-chitarra che sfocia in fretta in una parte più elettrica dove il flauto ci accompagna in un’atmosfera quasi sognante, quasi ci trovassimo nell’attimo che precede la veglia dopo un sogno.
In “Ages” la voce regge da sola l’intera struttura della canzone cullando l’ascoltatore, con gli strumenti a fare da supporto. Ritroviamo la tastiera ad impreziosire musica ed atmosfere della canzone, mentre il flauto è ancora una volta accantonato.
Siamo già alla fine del viaggio, e “Lands of Old” è perfetta nel il suo ruolo di canzone di chiusura. Anche di questa canzone esiste un video musicale, che vale la pena vedere anche solo per osservare uno scorcio della bellezza delle montagne norvegesi. Poi, neanche a dirlo, la musica si sposa perfettamente con i paesaggi del video. La canzone ha un inizio atmosferico per poi sfociare in sonorità “aggressive” alternate a passaggi più riflessivi. Gesto, questo, che dona corposità al brano che risulta interessante e non banale.

Chi conosce già Tobias Tåg non rimarrà deluso: qui infatti si ritrova il suo caratteristico stile al massimo della sua espressione, arricchito di atmosfere rock e progressive.
“Nightspirit” è atmosferico, malinconico, denso di elementi folkloristici, tra cui i testi incentrati sugli abitanti delle foreste mitologiche e sull’antica saggezza.
In una parola: imperdibile. Un esordio d’oro per un progetto fatto con cura e meritevole di tutto il successo possibile.

 

90/100