11 SETTEMBRE 2021

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

I Terrorential sono stati formati nel 2010 da compagni di liceo, Larry Papura & Triz Washington ispirati da un carico di band Metal. Per i primi anni, i Terrorential hanno registrato 4 demo e suonato un gran numero di spettacoli dal vivo. Nel 2014 la band ha aggiunto Travis Walker alle chitarre come membro permanente e nel 2020 Alex si è unito per occupare la posizione di bassista. I Terrorential sono pronti a portare la brutalità alle folle di tutta l'Australia. Con una solida line up ora completa e un album di debutto in uscita nel 2021, i Terrorential stanno scuotendo i muri come una tempesta in arrivo! La lineup è composta da: Alex al basso, Triza alla batteria, Larry voce e chitarra e Travis alla chitarra e il loro genere è un thrash/death metal di stampo abbastanza classico. Album di debutto con molta personalità ed inventiva l’album è composto da 11 tracce della durata di 57 minuti e 41 second. L’album si apre con “Prelusion”: opening strumentale molto buona e coinvolgente. Le chitarre e tutti gli strumenti sono ben armonizzati, e l’arrangiamento e ben eseguito. Già dalle prime note si evince che il viaggio virtuale all’interno della composizione non è semplice, le evoluzioni di chitarra classica eseguite sul finale sono apprezzabili ed originali, senza scopiazzature da altri riff precedenti e il tutto viene sicuramente apprezzato. Il secondo brano, “Logical Terror” è decisamente potente, senza tante distrazioni musicali; dopo il brano strumentale introduttivo questo si presenta come un fulmine a ciel sereno, il sound tipicamente thrash proposto e la voce growl sono esaltati dagli assolo di chitarra e basso con un notevole contributo della batteria, le sensazioni provocate da questo sono notevoli. La terza traccia “Warrior” è coinvolgente, forse un po’ corta, ma comunque ben eseguita e lo stile thrash/death come la velocità del blast-beat  la rendono particolarmente penetrante, penetra nelle orecchie e si propaga per tutto il corpo coinvolgendo freneticamente gli ascoltatori. Gli arpeggi iniziali della quarta traccia: “One for One” la rendono meno aggressiva, con sfumature thrash caratteristiche che contraddistinguono lo stile del gruppo;  in questo specifico brano fa capolino un buon assolo heavy ben eseguito che si armonizza bene nella complessità del brano, contrariamente a quello precedente questa traccia è, a mio giudizio, un po’ troppo lunga distraendo dal discorso musicale iniziale. La freschezza della band nell’esecuzione viene messa a dura prova sia dalla durata sia da alcune soluzioni che risultano ripetitive; nel complesso l’amalgama tra thrash e death è comunque positiva e piacevole. L’esecuzione della quinta traccia: “Flood the Earth” calza a pennello nella complessità dell’intero lavoro rendendola sicuramente la migliore;  la band ritorna inaspettatamente a velocizzare il lavoro, il blast-beat di batteria e chitarra sembrano rasoiate, l’ascoltatore viene trasportato in un viaggio sentimentale molto lontano mai provato in precedenza durante l’esecuzione dell’opera e lasciando una profonda ferita nell’animo. Ascoltando questa prossima traccia, molto ben eseguita, in stile classic thrash con sfuriate di death dal titolo “Goddanm Thrashing”, ci si trova ad affrontare un viaggio a ritroso negli anni. Il connubio dei due stili rasenta la perfezione sonora e musicale, risulta comunque evidente il loro modo personale di intendere il sound, anche la batteria e la chitarra armonizzano molto bene. Settima traccia: “Dream Escape”, è quasi una lenta ballad ,molto coinvolgente, in cui l’unica nota stonata, che suscita una certa perplessità, è la voce: lo stile growl non si addice molto con la dolcezza del brano. Pur non inserendo innovazioni la canzone è abbastanza piacevole ed il fraseggio musicale è scorrevole anche se ai più potrebbe risultare un po’ piatto. La festa descritta in questa canzone: “I’m Fucking Drunk…” si fa sempre più incalzante e concreta, le voci, accompagnate dalla chitarra, danno a questo brano un senso scanzonato di allegria. Di livello leggermente inferiore alle tracce precedenti, quel mordente caratteristico del lavoro fino a qui evidenziato viene meno trascinando l’esecuzione in un piattume surreale, quasi un rilassamento dovuto alle fatiche fin qui espresse. Nona traccia è “Unleashed”: si ritorna ai livelli precedenti, il ritmo incalzante di questa ridà vigore risvegliando la voglia di proseguire l’ascolto e portando l’ascoltatore nel sound imposto dalla band; le chitarre, la batteria, estremamente veloce quasi mitragliata e la voce fanno da padrone, imponendo il loro discorso con forza e determinazione. Nella decima traccia: “Visions”, si percepisce poco mordente, manca lo smalto iniziale, le note sono pesanti ed escono forzate, manca la fluidità dimostrata in precedenza, inoltre la durata, di oltre sei minuti, non aiuta e anzi mette maggiormente in difficoltà l’ascoltatore portandolo sull’orlo della noia distogliendo completamente dall’entusiasmo iniziale. Il lavoro viene chiuso con l’undicesima traccia della durata di ben 7’05” dal titolo “Terrorential”: canzone veloce ed apprezzabile, in cui la band vuol dare un’impronta personale, rispetto alla traccia precedente risulta migliore; la sintonia dei vari elementi del gruppo è notevole, non si evincono sbavature di sincronizzazione nemmeno nel finale molto veloce. Il lavoro non poteva chiudersi altrimenti, il miglioramento dalla traccia precedente è tangibile. Come primo album di debutto si evince una notevole personalità di esecuzione, purtroppo la discontinuità delle varie tracce risulta straniante anche se si evince l’impegno notevole degli elementi del gruppo. Le potenzialità espresse sono notevoli. Un altro punto da consolidare, a mio parere, è forse la direzione scelta nei mixaggi: in diversi momenti troppo bassa e piatta e, sotto certi aspetti, troppo pulita. Nel complesso è un lavoro adeguato e lo consiglio, non solo agli amanti del genere, ma anche a chi vi si avvicina da poco.

 

65/100