23 NOVEMBRE 2019

 

Recensione a cura di

Claudio Cerutti

 

I finnici Unknown Decoy direttamente dalla città di Jyväskylä, sono un giovane power trio al loro esordio discografico,

L’album in questione è un EP di cinque pezzi titolato “Seeking the Sun” uscito per l’etichetta, loro conterranea, Inverse Records.

La band è composta da Aaro Viitanen alla voce e basso, Vilho Polamo chitarra e backing vocals e Saku Taittonen batteria e backing vocals.

I nostri propongono una loro miscela di hard rock e metal dove potenza e melodia vengono ben bilanciate, con qua e là qualche spunto più aggressivo.

“Seeking the sun” parte con il singolo “Davaj!” brano dotato di un buon tiro dal sapore radiofonico, con un ritornello melodico, che si stampa in testa sin dal primo ascolto. Brano un po ruffiano e facile, ma che senz’altro riesce nel suo intento di apripista dell’album, nella cui parte centrale fa la presenza un buon solo che riprende la melodia trainante del ritornello.

L’EP prosegue con “test animal”, in cui la band vira su un approccio più orientato al metal contemporaneo, dove dopo un breve intro di basso, fa la comparsa un bel riff metallico e quadrato, e il cantante varia in maniera egregia tra il pulito e lo scream.

Anche in questo brano c’è spazio per la melodia (meno scontata rispetto al precedente pezzo) mentre nella parte finale il buon Vilho si esibisce in un selvaggio solo di chitarra di buona fattura. Brano di buon impatto che sicuramente farà la propria figura proposto in sede live.

La terza traccia “Praise the sun” si apre un po inaspettatamente con un riff lento e melmoso alla Black Sabbath (una delle band di riferimento dei nostri). Buono anche il ritornello molto efficace e catchy, per un brano di heavy rock  in cui l’influenza del combo di Birmingham aleggia, ma viene  rivisitata in maniera attuale e spogliata del fascino tenebroso dei grandi maestri. Brano che funziona e che mostra una sfaccettatura diversa della band. Buono anche il drumming del batterista Saku.

“The men” è il pezzo più tirato e breve del lotto e in un certo senso nu metal, dove nell'intro e nell’assalto frontale che ne segue, si riscontra l’influenza dei System of a down, un po per l'imprevedibilità e per il tipo di soluzioni adottate. Buono il ritornello in chorus. 

Il disco si chiude con “Flash” in cui la fa da padrone un lento e pachidermico riff metal, alternato con dei passaggi mid tempo decisamente efficaci. Nella parte conclusiva del brano fanno la comparsa delle fisarmoniche (!) dal sapore folk. Buono fresco e divertente, così descriverei il debutto dei finnici Unknown Decoy, che hanno realizzato un EP vario e in una certa misura personale, mixando sonorità hard Rock e metal moderno. “Seeking the sun” non è privo di qualche ingenuità, anche dal punto di vista vocale, ma è un pegno che una giovane band può pagare al disco di dedutto. Non ci resta che aspettarli al varco con un full lenght, ma le premesse ci sono!

 

75/100