15 FEBBRAIO 2020

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

I Vazum sono una dark-rock band formatisi a Detroit nel 2017. Mente centrale del progetto è Zach Pliska, già conosciuto a Detroit per aver prestato le sue doti di batterista in svariati gruppi della zona ed ora reinventatosi cantante e chitarrista nei Vazum. Ad accompagnarlo nel progetto e nel songwriting ci sono Zachary Anderson alla chitarra e Michael O'Connor al basso. Il gruppo negli anni ha sempre prodotto indipendentemente la propria discografia, composta da un singolo/EP e tre full lenght. Il full lenght più recente è “Variant”, di cui parleremo oggi. Terzo album in carriera per la band, si concentra sulle influenze post-punk e goth della band e si fregia di sette tracce tra cui due cover dei Bauhaus, “She's in Parties” e “The Passion of Lovers”. Il disco si apre con “Ice Man”, traccia malinconica in cui un’atmosfera dark si fonde con distorsioni rock. “Repeat” prosegue la linea musicale con le sue distorsioni provenienti dalla scuola post punk. La traccia prosegue nota dopo nota con un’aria di rassegnazione ma di vaga speranza a fine canzone. 

“Promise” spinge su giri continui di charleston e tristi assoli di chitarra accompagnano l’accorata richiesta di certezze infusa nel brano. 

“Someday” ha un’atmosfera di speranze infrante ma anche un sottotono di voglia di rialzarsi e riprovarci ancora. Arriviamo alle due cover: “She’s in Parties” riprende il mood della canzone originale ma al contempo i Vazum ci aggiungono un’impronta personale, ad esempio in riffs di batteria meno basilari o una maggiore presenza della chitarra rispetto alle potenti linee di basso, tanto in voga al tempo. 

Stesso discorso per “The Passion of Lovers”, dove il mood originale è rimasto tale e quale e la cover è eseguita con minor tocco personale, seguendo per filo e per segno l’originale.Chiude l’album “Peel”, traccia graffiante che prosegue senza particolari momenti clou nel suo minutaggio. Debole rispetto alle canzoni precedenti, si lascia dimenticare con facilità. Chi già conosce ed apprezza i Vazum troverà in questo album un’ennesima conferma della loro bravura e non resterà deluso. Per chiunque non li conosca, qui troverà un piccolo spaccato moderno di un genere nato ormai quarant’anni fa ma che è duro a morire nel cuore degli appassionati, vecchi e nuovi. 

L’unico appunto con riserva è sul sound grezzo che limita le possibilità di ascolto, penalizzando soprattutto la voce che risulta castrata e in certe fasi troppo amalgamata al resto degli strumenti. “Con riserva” in quanto anche il sound sporco è caratteristico del post punk/goth ottantiano.  

 

75/100