25 SETTEMBRE 2021

Recensione a cura di

Francesco Yggdrasill Fallico

 

Piacevolissimo esordio da parte di questo trio belga che, a fine Febbaio, ha rilasciato questo 5 tracks autoprodotto. La band si muove su terreni a ridosso del blackened death metal di matrice scandinava, anche se non manca di regalare sorprese da godimento, disseminate lungo questi intensi, ma non noiosi 34 minuti. Gli inserti musicali sono davvero egregi e fanno sì che si possa amalgamare per bene sia l’aspetto melodico che quello più feroce, reggendo e sostenendo in maniera compatta e convincente l’apparato lirico. Questi signori non sono abituati a scendere a compromessi, tant’è che piazzano in apertura un pezzo di poco più di 9 minuti, infarcendolo con magistrali parti di chitarra, sorrette da un drumming estremamente preciso e convincente! Una gran bella scossa è questa che ci arriva dai nostri, che, a dispetto della loro giovanissima età, che si aggira sui 20 anni, ci offrono una serie di intrecci molto lucidi e coinvolgenti, capaci di afferrarti e condurti lì dove loro vogliono! Liriche di ribellione, di lotta, di scontro…che si prestano ad ogni vostra interpretazione, girando attorno ad un concetto, quello dell’uomo, lupo tra gli uomini, cantato già dal latino Plauto e poi portato all’analisi filosofica più approfondita da Hobbes che lo pone come caposaldo dello stato di natura, nel quale l’uomo crea legami solo per timore dell’altro…L’unione tra uomini può , però, come in questo caso, portare invece alla creazione di qualcosa di unico che, riesce, nello stesso tempo, ad innalzarti e poi schiantarti al suolo senza pietà, con aperture eteree che poi sfociano nel extreme sound. Lukas Risbourg dei Dark Palace alla chitarra in “Wolves And Thorns” e Sunita Haeghebaert alla voce nella lunghissima ed intensa “Tasting The Soil” arricchiscono, ulteriormente questo debut album, che, mi auguro, abbia al più presto un seguito, perché sarebbe un vero peccato sprecare le potenzialità che, già in questo lavoro emergono.

 

75/100