NOME: Arya.

GENERE: Progressive Metal, Post-Rock, Alternative Rock, Djent.

NAZIONE: Italia (Rimini).

FORMATO:Full-length (concept).

TITOLO: Dreamwars.

 

• Tracce:

01. Sirens (3:10)

02. Irreverence (4:50)

03. NAND you (5:48)

04. Commuters (2:38)

05. Faith (4:56)

06. Transistors (1:45)

07. Arjuna (5:11)

08. Rhinos (4:43)

09. Eyes In Eyes (6:15)

10. Dreamwars (8:33)

11. Gandharva (3:42)

 

MEMBRI:

• Clara J. Pagliero (voce solista);

• Simone Succi (chitarra);

• Luca Pasini (chitarra);

• Naming Musayev (basso):

• Alessandro Crociati (batteria).

 

Arya è un progetto italiano nascente, fondato a Rimini nel 2015 da Luca Pasini (chitarra), Simone Succi (chitarra), Naming Musayev (basso), Luca Sigovich (batteria) e Virginia Bertozzi (ex cantante). I giovani artisti mediante il progetto intendono sostenere la scena musicale della loro città e creare sonorità speciali, che partendo dalle tonalità ribelli e aggressive del metal, arrivano a toccare i meandri più profondi dell’anima dell’ascoltatore suscitando in egli forti emozioni. Inesorabili e tenaci Arya creano immediatamente dopo la fondazione della band il primo full-length autoprodotto, dando ad esso un titolo riflessivo e decisamente filosofico: ”In Distant Oceans”. Il 3 Maggio del 2016 Arya produce un nuovo album, dal magico titolo “Dreamwar”, anche quest’ultimo autoprodotto. Purtroppo durante le registrazioni non sono mancati problemi: la band ha dovuto affrontare il cambio del proprio batterista e  la dipartita della cantante Virginia Bertozzi (sostituita da Clara J. Pagliero). Questo nuovo lavoro è un concept album che tratta importanti tematiche quali la competitività della società contemporanea, l’alienazione, la solitudine, l’incomunicabilità e il suicidio. La peculiarità di “Dreamwar” sta soprattutto nei testi delle tracce ispirati a saggi di filosofia, antropologia e ad importanti autori quali Dante, Omero e Ionesco. Il full-length, essendo un concept, narra la storia di una persona che, dopo la fine di una profonda e difficile storia d’amore, si sente come Ulisse quando fece ritorno alla sua cara Itaca. I ricordi cominciano a tormentarlo e logorargli l’anima, condannandolo a non essere compreso dagli altri. Osservando le altre persone, il ragazzo comprende quando la vita degli altri sia vuota, tutti sono in continua competizione con gli altri. Dopo aver incontrato di nuovo l’unica persona che egli pensava fosse la sola a comprenderlo, scopre che la loro relazione è effettivamente finita e che non hanno più nulla di cui parlare, si arrende alla “chiamata delle sirene”, si immerge in un doloroso mare affrontando la propria morte. Si comprende bene quanto la storia esplicata da “Dreamwor” sia dura da digerire, molto profonda, le così dette “guerre interiori” sono le più difficili da combattere, bisogna essere nobili d’animo e molto coraggiosi per riuscire ad avere la meglio e vincere, e questo full-length riesce bene a penetrare nella psiche dell’ascoltatore facendogli comprendere il proprio messaggio. Tuttavia per riuscire a creare un concept album con risultati ottimali bisogna avere una certa esperienza, in questo tipo di lavoro infatti, bisogna fondere le note musicali ad una storia, il che è molto complesso e richiede una certa abilità da parte del compositore, inoltre sarebbe preferibile creare su di esso una sorta di film in DVD o quantomeno un video che renda più comprensibile il racconto che altrimenti non avrebbe un senso. Bisogna segnalare parimenti che si denota un certo disordine nella composizione, le tracce sembrano essere caotiche, molto ripetitive e “leggere” per il genere musicale scelto da Arya. C’è da ammettere però che il progetto è ancora emergente, essendo attivo da pochissimi anni, bisogna dare tempo al tempo come si suol dire, l’esperienza matura con il trascorrere del tempo ed Arya hanno ancora molto da imparare.

 

 

Giulia De Antonis (Rusalka)

64/100