Nati nel 2014, gli Athrox (dopo alcuni assestamenti di formazione) arrivano direttamente al debutto discografico, il qui presente Are You Alive? (uscito nell’aprile del 2016). Il sound si assesta su sonorità che richiamano sia l’heavy metal classico, sia il thrash metal, non disdegnando qualche incursione nell’heavy-power di stampo americano. 

Grazie ad una produzione sporca e grezza, il quintetto non nasconde in nessun modo il suo amore per la vecchia scuola metallica, proponendo tracce dirette ed efficaci ma senza scordarsi di inserire quel pizzico di varietà, che non guasta mai.

Partendo da una sezione ritmica sempre devastante e precisa, vocals aspre ed acide (che non mancano, comunque, di inserire delle strofe melodiche) e chitarre in bilico tra l’irruenza ed epicità, la band spara uno dietro l’altro brani che potrebbero essere definiti retro-metal, ma in questo caso ci si trova davanti ad una miscela di revival mescolato con della personalità. Andando nello specifico i ragazzi giocherellano spesso con atmosfere epicheggianti che ricordano la NWOBHM (Iron Maiden e Judas Priest), come nella muscolosa “End Of Days” oppure la finale “Obsession”. Ma è solo la punta dell’iceberg in quanto compaiono bordate thrash (la micidiale opener “Frozen Here”), mazzate al limite del doom metal (“Remember The Lonliness”) o addirittura ballate come l’evocativa “Pretend You”. Le intuizioni melodiche sono sempre ispirate, come pure la struttura delle canzoni che ingloba sia parti dirette piene di mitragliate, che parti più dinamiche colme di cambi di tempo ed assolo davvero ben riusciti. 

Da considerare che il gruppo riesce a combinare sia la scena inglese che quella americana (non sono pochi i momenti dark/oscuri degni di bands come Vicious Rumors o Metal Church) in maniera credibile, attualizzando il tutto senza snaturarne l’essenza. Difficilmente emergono particolari difetti tranne qualche leggero momento di ripetitività, ma in generale il lavoro svolto è ottimo.

Un esordio davvero con i fiocchi, creato da dei volenterosi musicisti che uniscono l’amore per il passato trasportandolo ai tempi nostri con maestria e tante buone idee. Consigliato a tutti, specialmente ai defender inossidabili!!! Ah sono una band italiana, pur se su disco pare di sentire una band straniera e questo non può essere che un altro punto a favore!!!

 

 

Enzo Prenotto (Falc.)

75/100