Basta! - Elemento antropico

 

I Basta! o Basta puntoesclamativo sono un gruppo di prog rock decisamente poliedrico e curioso, originari della Toscana amano affiancare nelle loro composizioni, oltre ai normali strumenti tipici del rock, anche una Diamonica Hammond 44, il clarinetto ed il clarinetto basso.

Quello che vado ora a recensire  con estrema curiosità è il loro secondo album dal titolo "Elemento Antropico".

 

Entro nell'Antro: inizia la storia, il parlato iniziale rigorosamente in italiano, chitarra basso batteria creano un'atmosfera incredibile per poi esplodere verso la fine del pezzo imprimendo un'energia smisurata al brano.

 

Il muro (di ritmini Strambetty): simpatico il titolo del brano che inizia subito con chitarra e batteria;  si sente l'utilizzo del clarinetto affiancato, alla corazza prettamente rock. Il brano è strumentale ma con una carica ed un'energia davvero sensazionale, il pezzo è dinamico divertente decisamente strutturato. 

 

Doombo (l'elefante del destino): potente e preciso l'inizio di questo pezzo,  clarinetto e chitarra un'accoppiata strana... ma rende in modo fantastico nel rock, anche la diamonica si esprime al meglio, anche questo brano è solo strumentale. Caro lettore ascolta questa canzone, ascoltala bene e chiudi gli occhi, capiscilo... io l'ho trovato fantastico.

 

Zirkus: dopo le poche parole iniziali un ritmo circense ci ammalia e ci chiama a seguire le note melliflue del suo incedere.

 

Entro l'antro: i ritmi qui sono quasi orientali, si sentono tutti gli strumenti, il brano sebbene sia potente e divertente non è per nulla veloce anzi è decisamente lineare, morbido e rotondo.

 

B alla D: suadente ed evocativo il suono della diamonica occupa gli spazi lasciando nulla al caso, un brano intenso carico di passione, maledettamente malinconico ed inquietante con una melodia che rimane nella testa.

 

Intro : dopo un parlato suadente un crescendo di suoni.... 

 

Schiacciasassi: bello allegro l'inizio, un ritmo cadenzato, le voci sono particolari, mi piace come il ritmo ti prende e ti lascia, l'utilizzo di cori stempera i ritmi, l'assolo di chitarra a metà brano si impone su tutta la struttura della traccia.

 

Countdown: non la si può definire una canzone nel senso più stretto del termine ma la possiamo chiamare una intro al brano successivo ed ultimo dell'opera.

 

L'uomo cannone: questo ultimo è il brano più lungo, molto ampio, da un senso di spazio mai claustrofobico ed opprimente, molto raffinato e, con la sua batteria leggera, il basso che si sente in modo quasi jazzistico con un crescendo sonoro davvero rampante anche qui il sound rimane nel cervello, il clarinetto da bella mostra di se.

 

Ad onor del vero qui metal non esiste. Lo si può definire, piuttosto, un prog rock tendente all'hard, che farà felici tutti quelli che amano qualcosa di diverso da ascoltare, il cantato è inesistente e quel poco è sempre più un recitato quasi in modo teatrale.

L'album è davvero ben prodotto tutti gli strumenti sono armonizzati e gestiti in modo quasi maniacale.

Io personalmente da amante di generi decisamente più spinti, non ho potuto che appassionarmi a questo lavoro che trovo raffinato ed elegante, ma mi chiedo dove stavano nascosti questi?

Provate ad ascoltarli e ditemi se sbaglio; i BASTAPUNTOESCLAMATIVO stanno creando un genere nuovo e noi vogliamo essere con loro a goderne, perché questi ragazzi sono davvero bravi.

 

 

Igor Gazza

85/100