Beerzerker 

 

Comincio questo 2017 sicuramente non più buono del solito anzi...

Un po' più maturo e sicuramente un po' più speranzoso, cosa che mi lega sicuramente a questa Band che mi appresto a recensire.

Le cose in comune non si fermano qui, anch'essa ha sangue caliente in corpo e un amore spropositato per quel ritmo, quel Groove che nella nostra amata musica non dovrebbe mai mancare.

I Beerzerker (nome fantastico) vengono dal Sud Italia e portano un bel carico di grinta.

Formatisi nel 2015 si buttano a capofitto (forse troppo) nel complicatissimo mondo del “Metallo Italiano” cercando di suonare il più possibile e di emergere il prima possibile,in un ambiente che oramai è saturo e in cui le produzioni devono essere più che all'altezza per “farsi notare”.

Nel corso di un'anno e mezzo la formazione cerca stabilità, ma i continui campi di Line Up non spaventano i nostri paladini dell'Alcholic Metal che a metà del 2016 si chiudono in studio per registrare e rilasciare il loro “EP” (chi ha già letto le mie recensioni sa che sono vecchio e per me il nome più adatto sarebbe “Demo”) tra maggio e ottobre il “disco” è pronto e viene rilasciato per girare un po', anche se il cantante e membro fondatore del gruppo lascia la band, sostituito in brevissimo tempo i Beerzerkers sono nuovamente pronti per portare in giro “Beer Blood and Blasphemy“. Ecco qui di seguito le mie personalissime opinioni sul disco:

 

Beer Blood and Blasphemy:

Partiamo subito con un pezzo che richiama il death metal più lento e marcio, come trevor peres e soci sanno fare, purtroppo la resa sonora si sente subito non sia all'altezza della proposta, i suoni sono poco curati e il mix lascia troppo indietro la Voce, i cambi tempo con accelerazioni e rallentamenti, non aiutano l'ascoltatore nell'interpretare al meglio ciò che che i Beerzerker cercano di trasmettere.

Un misto tra death e groove metal che si evidenzia in questo pezzo.

Purtroppo i riff troppo ripetitivi riescono a stancare nei scarsi 3 minuti di pezzo.

 

From Behind:

Le cose rimangono sulla falsa linea di prima, anche se qui la “forma canzone” riesce un po' meglio, il pezzo è scorrevole, forse troppo avanti le chitarre che coprono buona parte di batteria e voce, solo il basso sembra uscire meglio.

Anche questo pezzo è un bel mix tra groove metal e death da “obitorio”.

Come nella title track anche qui uno stop nella parte centrale mette in evidenza il basso per poi riprendere con il riff portante. Ma anche se rimane più scorrevo del primo pezzo ancora non convince al 100% anche se la strada sembra decisamente quella giusta.

 

Beerzerker:

Non si può dire che i ragazzi non ci si mettano d'impegno con la traccia che porta il loro nome per quel che riguarda il farci scapocciare.

Non spingono mai sull'acceleratore ma i riff cominciano a prendere una forma decisamente più “piena” sembra di sentire influenza di sabbathiana memoria in un contesto che ricorda l'america dei primi anni 90.

Questa traccia devo dire che per ora è quella che mi convince di più , per una scorrevolezza e un mood che si infila nel cranio...anche forse per quel sapore di “già sentito” .

 

Slapper:

Intro di batteria sembra promettere bene anche se tutto il suono sembra ovattato,forse dato dalla quasi scomparsa dei piatti..la voce quasi scopare in alcuni punti, coperta anche stavolta dalle chitarre.

Il pezzo lascia con un senso di confusione costante, la voce un groowl scremato, non è male, ma tra la “brutta  posizione “ nel mix e la linea non troppo varia,mi lascia “l'amaro in bocca”, non riesco a promuovere questo pezzo anche se i riff non erano per nulla male.

 

Slam Dunk:

Finalmente un pezzo dove si spinge sull'acceleratore, un pezzo sicuramente più maturo e con un tiro omicida, sicuramente il migliore del cd.

Anche se risente sempre delle pecche citate prima per quel che riguarda il mixaggio , qui il lavoro e ottimo come scrittura, dosando il giusto quantitativo di Groove, spinta e cattiveria, sicuramente un pezzo che dal vivo non fa prigionieri,e che rialza il giudizio di questo povero scribacchino!

4 minuti scarsi che farebbero muovere il culo anche ad un morto!

Non so i periodi di composizione delle track, ma se questo è tra le ultime composizioni, l'andazzo è proprio quello giusto!

Non fa gridare al miracolo come innovazione o come fantasia compositiva, ma sicuramente la formula e quella giusta per una proposta che si definisce “Alcholic Metal” e affonda le proprie radici nel Southern MetaL tra Texas e Florida.

 

In conclusione non posso promuovere questa band, non per le scarse capacità o per l'impegno, semplicemente la “rimando a settembre” (cosa che noi vecchietti ci ricordiamo bene) per le scelte:

Il mixaggio non all'altezza e, forse, la troppa fretta nell'uscire con un cd (che ribadisco ai miei tempi si sarebbe chiamato demo) dopo poco più di un anno di vita.

Le premesse ci sono, con il tempo e la maturità (e magari una line up più stabile) le composizioni diventeranno più omogenee, senza comunque perdere l'impatto e il groove che questi ragazzi hanno nel sangue!!!

 

 

Robert Lucifer

57/100