Per gli amanti delle sonorità Black metal rigorosamente underground, il 6 giugno 2017 è uscito questo split album, intitolato “Italian Black Metal Assault”, suddiviso in tre parti, ognuna dedicata ad una band italiana. Tre brani per ogni gruppo, volti a valorizzare il territorio metallico nostrano, ognuno con la sua maniera personale di intendere le sonorità più nere del metal estremo.
Le prime tre tracce dello split sono ad opera degli Infernal Angels, quartetto del centro Italia. Il combo è nato nel 2002, con all’attivo già due album ed un terzo in programma. Musicalmente ci si trova dalle parti del black più angosciante e sofferente, dalle melodie cupissime ed oscure. L’opener “Mater Tenebrarum” è velocissima ed incalzante, segnata da un cantato soffocante ma messo leggermente in secondo piano rispetto alla violenza strumentale.  “Absum Lucem” è una traccia già più lenta e maligna, dal riffing meno tempestoso, quasi fosse un pezzo doom ma poi il tutto si velocizza in una bufera glaciale per poi tornare alla lentezza iniziale. Un brano ben equilibrato tra irruenza e pacatezza.
“Spawn (Boa Cover)” è una cover dei Boa (band di Ancona) che rispetta abbastanza fedelmente l’originale, andando ad amplificare sia le parti più estreme sia quelle “melodiche” dosando al meglio ogni singolo carattere musicale.
I seguenti tre brani vengono eseguiti dai Catechon, quartetto del nord Italia (Mestre/Treviso), nati nel 2013 e con una demo all’attivo. Qui non si discosta molto dal precedente gruppo se non per un’attitudine differente in alcuni elementi del sound. “Legacy of Cain” (tributo al videogame?) è feroce e malvagia con chitarre ancora più estreme e classiche (a “zanzara” per togliere ogni dubbio). Una discesa negli inferi più sanguinari a tutta velocità. “Succube” a sorpresa, rimescola le carte in tavola presentando un cantato in italiano ed un ritornello a presa rapida, ideale per i live shows. L’attitudine è quasi hardcore denotando una certa venatura crust che ben si amalgama nel contesto.
La finale “IIT: 2:6-7” reintroduce un metal satanico malvagio e pestato senza pietà alternato però a dei rallentamenti pregni di un groove accentuato non indifferente. Un brano dall’ottimo equilibrio tra schegge furenti e pacatezza.
Ultima band del disco sono gli Ad Noctem Funeriis e qui si cambia registro in maniera più marcata in quanto il sound si evolve in una direzione più curata e dettagliata. Nella prima canzone “Black Legion” si sentono chiare influenze post-black metal con chitarre decisamente più apocalittiche (conservanti comunque un buon gusto melodico) sempre inserite in un gelido strato sonoro violentissimo. Le vocals tendono meno allo scream pur risultando truci e rabbiose. Anche qui trovano spazio strofe cantate in lingua italiana come nella seconda traccia “Luce e Fiamme”, sempre veloce e più tradizionalista (più nordica rispetto al primo pezzo, più verso il black americano) che ricorda in parte gli Janvs. Molto belle le melodie, epiche ed evocative. “Whiskey Funeral (Darkthrone Cover)” l’ultimo pezzo, trasuda marciume fino al midollo, riprendendo una canzone dei Darkthrone dal retrogusto punk/crust dove il riffing è grezzo e sporco, accompagnato da vocals acidissime.
Un piccolo gioiellino del black metal italiano, di qualità non trascurabile, dedicato agli appassionati di tali sonorità ed in particolar modo ai collezionisti. Si sappia infatti che sarà un’uscita limitata a 100 copie numerate a mano in edizione speciale a 4 pannelli. Consigliatissimo!!!

 

 

Enzo 'Falc' Prenotto
Voto 75/100