Le "Charlotte in cage", band tutta al femminile di Salerno, nascono da un'idea di Susanna (basso/back vocals/scream and growl) e Mary (chitarra) nell'agosto del 2015.

Poco dopo si aggiungono alla formazione Annalisa (batteria) e Stefania Scognamiglio (voce).

Stefania lascia la band nel giugno 2016 e Antonella Della Monica (lead vocals/chorus/tastiere) prende il suo posto nel Settembre 2016.

l'E.P. in recensione comprende quattro tracce tutte di una lunghezza all'incirca di tre minuti un tempo consono a farci conoscere un combo molto particolare e decisamente poliedrico dove la vera forza non sta nell'impatto, nella violenza del pezzo ma nel songwriting; infatti i brani non sono mai tirati, ma la caratteristica preponderante sta nel cantato e nel contestuale concetto espresso nel brano.

 

Dyonisus: un inizio al sintetizzatore ed un'arpeggio di chitarra, la voce è molto sensuale, ammaliante, un' invito ad ascoltare, batteria e basso sono fragorosi, ma comunque il brano è sempre molto cadenzato mai potente ma un lento incedere verso il piacere...

 

I hate myself: molto rock chitarra e batteria, un riff che rimane nel cervello, la voce è delicata quasi "cotonosa" ma quando deve alzare il tiro non si fa da parte, buon lavoro di batteria e chitarra dove possiamo godere di un'ottimo assolo, sul finire ci sono dei tratti di growl ma molto accennati solo a chiusura.

 

liar: la chitarra con batteria e basso introducono questo pezzo, una partenza molto soft, ma poi parte di slancio e nel  ritornello troviamo l'uso del growl sapientemente centellinato per aumentarne l'impatto, cosa che, direi, rende bene; il brano è molto semplice ma si esprime in modo decisamente positivo,  i cambi di ritmo sono piuttosto azzeccati, una canzone che non annoia. 

 

Times of anger: un bel basso ad aprire l'ultimo pezzo dell'E.P. I ritmi sono sempre molto blandi anche se a metà brano la velocità aumenta diventando quasi punk, un brano particolare, mai banale, si fa ascoltare e riascoltare...

 

Ora parlando dell'E.P. in generale, ammetto, di non essere un fanatico dell'alternative rock, ma questo lavoro mi ha incuriosito fin dalle prime battute, sarà per il combo tutto al femminile, sarà per il tasso tecnico assolutamente di buon livello, mettiamoci pure un produzione interessante, devo dire che non sono affatto deluso.

Certo quattro brani per circa 15 minuti di ascolto, lo dico, lo ridico e lo ribadisco come faccio in tutte le mie recensioni sono pochi per capire, giudicare ed apprezzare una band.

Io voglio di più!

La proposta musicale è molto interessane, ed è qualcosa di diverso qualcosa che merita di essere capito ed ascoltato fino in fondo, perché queste ragazze con il loro sound riescono ad esprimere dei concetti in musica, permettono all'ascoltatore di seguire il filo del brano e di capirlo.

Io dico brave e spero in un'album a breve quindi per ora:

 

Igor Gazza

70/100