Nati nel tardo 2015 dall’iniziativa musicale del bassista Ivàn Carranza,che dal Perù si trasferisce nel 2013 in Germania per espandere le proprie influenze ed attività musicali,i Chasing The Serpent approdano al primo EP autoprodotto portando all’ascolto un heavy metal dal sapore hard rock e condito qua e là con sfumature power (più negli intenti che nella musica).

“Last Stand” presenta tre tracce (un po’ pochine,a dire il vero,per saggiare realmente le potenzialità della band) che sono ben eseguite ed arrangiate,e che puntano soprattutto sulla voce carismatica di Janina Ruopp,una vocalist che si allontana dal classico ruolo da ‘singer melodica’ e che,bypassando le caratteristiche voci dal sapore operistico/lirico spesso associate al genere,sfodera personalità e grinta da vendere.

Con una produzione di tutto rispetto (strumenti ben bilanciati,molta ‘aria’ nelle partiture e brillantezza nel sound),la band fornisce un identikit di sé stessa abbastanza variegato,proponendo nelle tre songs in scaletta una ‘variazione sul tema heavy metal’,a volte rimanendo su binari ben definiti,talvolta invece cercando di ravvivare alcuni schemi con l’innesto di influenze che potrebbero essere paragonate a qualche episodio presente in bands come Battle Beast o Primal Fear.

La title-track “Last Stand”,che apre l’EP,splende soprattutto nella voce melodica di Janina e della ritmica orchestrata da Carranza e Marco Kampf (batteria),mentre le chitarre di Marcel Weining e Nico Sznirmacher sembrano più lavorare di mestiere che dare un certo tocco di personalità che potrebbe elevare il pezzo a qualcosa di più originale.In questa traccia si sente una prepotente componente heavy metal,che non si discosta molto dai canoni del genere;pur risultando gradevole all’ascolto,e pur essendo evidente la bravura dei 5 musicisti,c’è quella sensazione di già sentito che non riesce a far decollare il brano in toto,mettendo in evidenza più la bravura della singer che non dell’intera band.

Altro discorso si può fare con la successiva “The Calling”,dove un potente riff hard rock si sposa con una bella ritmica pulsante e dove si sente meno la componente heavy.Un arrangiamento di tutto rispetto rende la canzone la più vivace dell’EP,mettendo in evidenza,questa volta,il bel lavoro dei chitarristi,e dando spazio ad ogni singolo componente trasformando il brano in un buonissimo lavoro corale.

La voce di Janina Ruopp è comunque in prima linea,e pur non sfoderando picchi vocali di nota,si fa strada con la sua interpretazione decisa e granitica.

Il brano,insolitamente basato più sulla ritmica che sugli episodi solistici,potrebbe essere un ideale singolo per il gruppo,che in questa dimensione (quella dove l’hard rock è più evidente ed il metal fa capolino attraverso i suoni più che nell’arrangiamento) sembra trovarsi a proprio agio.

La conclusiva “Snake’s Dance” sembra invece unire le influenze dei brani precedenti,con le chitarre di Weining e Sznirmacher che si dividono tra ritmica motosega e melodie oscure ed affascinanti,mentre Kampf e Carranza si occupano di tenere alta la tensione senza perdere un colpo.Molto interessante la variante centrale,che anche se non brilla per originalità mette bene in evidenza la bravura dei 4 musicisti nel saper dosare una certa drammaticità all’aggressività generale del brano.

Anche qui Janina Ruopp dà un’ottima prova,questa volta andando a spingere le melodie sorrette dalle chitarre ed interpretando il pezzo in maniera assai convincente.

I Chasing The Serpent esordiscono non certo alla grandissima,ma di certo presentano un lavoro ben concepito e ben suonato;la produzione è molto buona,ed anche la copertina,seppur monolitica e semplice,rende bene l’idea della serietà e della compattezza della band.

Il problema,forse,è quello che si riscontra spesso in EP di simile fattura : che strada intende percorrere la band?Cosa si ascolterà dopo?

Ecco,a mio parere,la pecca può essere questa : ci sono 3 brani,molto ben suonati,che pur appartenendo alla stessa band,mostrano tre modi di suonare che sono uno la conseguenza dell’altro ma che non definiscono appieno lo ‘stile’ del gruppo (a differenza del sound,bello corposo e granitico)

Heavy Metal o hard rock?Rock metal o che altro?

Se la prima song non convince molto perchè passa attraverso canoni abbastanza consumati,la seconda vibra perché più spostata verso un’ottica diversa (quella più hard rock),mentre la terza unisce i due universi senza sbilanciarsi né su un versante,né sull’altro.

Naturalmente si sta parlando di pecche o domande che emergono naturalmente quando si ascolta un breve saggio che è anche un esordio,non certo di difetti madornali o di pezzi malriusciti,perché in quanto a bravura ed interesse,la band ci sa fare eccome.

La voce di Janina Ruopp è di certo l’elemento che più colpisce al primo ascolto,e che,probabilmente potrebbe diventare l’elemento di punta e di distinzione dei Chasing The Serpent.

Un buonissimo esordio,forse un po’ troppo breve,che si spera si evolva in un full-lenght più definito,ma che consiglio di ascoltare per la sua ascoltabilità e brillantezza.

 

TRACKLIST: 

1. Last Stand

2. The Calling

3. Snake’s Dance

 

LINE UP:

Ivàn Carranza – Bass

Janina Ruopp – Vocals

Marcel Weining – Rhythm Guitar

Nico Sznirmacher – Lead Guitar

Marco Kampf – Drums

 

 

Aldo Artina 

68/100